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Pillole Preventive | Rientro al lavoro dopo le ferie: perché ci si sente più stanchi?

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 56 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Sveglia più difficile, sonnolenza, concentrazione non ancora al massimo: nei primi giorni dopo le ferie può capitare di sentirsi più stanchi del previsto. Spesso sono cambiati gli orari del sonno e le abitudini quotidiane, mentre il lavoro riparte subito con orari e richieste ben definiti.


Banner della rubrica Pillola Preventiva di Pietro Ponzoni dedicata al rientro al lavoro dopo le ferie, con focus su stanchezza, sonno, ritmo circadiano e prevenzione della fatica.
Rientro al lavoro dopo le ferie: sonno regolare, luce diurna e ripresa organizzata aiutano a gestire la stanchezza dei primi giorni.

Perché al rientro al lavoro dopo le ferie ci si sente più stanchi?


Una delle spiegazioni più comuni è il disallineamento tra gli orari seguiti durante le ferie e quelli richiesti nuovamente dal lavoro. Durante una vacanza è facile andare a dormire più tardi, svegliarsi senza sveglia, mangiare in orari diversi o modificare l’esposizione alla luce e l’attività fisica. Quando si torna improvvisamente alla routine lavorativa, l’orologio biologico deve riadattarsi.


La letteratura utilizza il termine social jetlag per descrivere una discrepanza tra il tempo biologico dell’organismo e gli orari imposti dalle attività sociali e lavorative. Approfondimento scientifico su PubMed.


La stanchezza può influire sulla sicurezza sul lavoro?


Sì. La fatica non riguarda soltanto la sensazione di avere poca energia: può ridurre attenzione, concentrazione, capacità decisionale e velocità di reazione. NIOSH include tra i possibili effetti della fatica il rallentamento dei tempi di reazione, la riduzione dell’attenzione e difficoltà nel giudizio. Fonte: CDC/NIOSH – Fatigue and Work.


  • guida per lavoro o utilizzo di veicoli;

  • uso di macchine o attrezzature;

  • lavori in quota;

  • attività che richiedono elevata vigilanza;

  • turni o lavoro notturno.


Sentirsi un po’ “fuori ritmo” può essere transitorio. Una sonnolenza tale da compromettere attenzione e sicurezza, invece, non dovrebbe essere banalizzata.

Cosa fare nei primi giorni? 5 indicazioni pratiche


La strategia più utile è ristabilire progressivamente una routine regolare, soprattutto per sonno, luce e attività quotidiane.


  1. Torna a orari di sonno regolari. Cerca di coricarti e svegliarti a orari abbastanza costanti, evitando grandi differenze tra giorni lavorativi e giorni liberi.

  2. Cerca luce naturale durante il giorno. La luce è uno dei principali segnali che regolano il ritmo circadiano; l’esposizione diurna aiuta a ristabilire una routine regolare.

  3. Muoviti durante la giornata. Una normale attività fisica diurna e il tempo trascorso all’aperto favoriscono la salute del sonno.

  4. Non usare il caffè per sostituire il sonno. La caffeina può aumentare temporaneamente la vigilanza, ma se assunta troppo tardi può interferire con il riposo successivo.

  5. Presta attenzione ai segnali di fatica. Se il lavoro richiede guida, elevata concentrazione o attività potenzialmente pericolose, non ignorare sonnolenza marcata e cali di attenzione.


Per la maggior parte degli adulti, il riferimento generale è almeno 7 ore di sonno regolare per notte, pur con differenze individuali. Consensus scientifico sulla durata del sonno. Le raccomandazioni generali sull’igiene del sonno includono inoltre regolarità degli orari, luce diurna e corretta gestione della caffeina. Fonte: NIH/NHLBI – Healthy Sleep Habits.


L’errore da evitare


L’errore più comune è pretendere di tornare immediatamente al 100% mantenendo però gli stessi orari irregolari delle ferie. Andare a letto molto tardi, anticipare bruscamente la sveglia e poi compensare con caffeina o grandi dormite nei giorni successivi può rendere più difficile ritrovare una routine stabile.


Quando la stanchezza non va attribuita semplicemente alle ferie?


Se la stanchezza è intensa, persiste, peggiora o interferisce concretamente con le normali attività e con la sicurezza, è opportuno non archiviarla automaticamente come “stanchezza da rientro” al lavoro dopo le ferie.


  • sonnolenza durante la guida;

  • difficoltà a mantenere l’attenzione;

  • colpi di sonno;

  • difficoltà a utilizzare in sicurezza macchine o attrezzature;

  • stanchezza che continua nonostante il ripristino di un sonno regolare.


In questi casi è appropriato parlarne con il proprio medico. Se il problema può avere relazione con mansione, turni o rischi professionali, può essere utile anche il confronto con il Medico Competente.


Qual è il ruolo del Medico Competente?


Il semplice rientro dalle ferie non determina una visita medica obbligatoria. È un caso diverso dal rientro dopo un’assenza per motivi di salute superiore a 60 giorni continuativi, disciplinato dall’art. 41 del D.Lgs. 81/08. Testo normativo su Normattiva.


Nel normale rientro dalle ferie il Medico Competente può diventare pertinente quando la fatica è collegata, per esempio, a lavoro notturno, turnazioni, carichi lavorativi o altri rischi professionali. Leggi anche: Lavoro a Turni e Lavoro Notturno: impatto sulla salute e strategie di prevenzione e Igiene del Sonno e Salute del Lavoratore: la guida essenziale.


Obbligo normativo o buona pratica preventiva?


Non esiste uno specifico obbligo aziendale di prevedere un “rientro graduale” perché un lavoratore torna dalle ferie. Il sistema aziendale deve però valutare e gestire i rischi per salute e sicurezza; l’art. 28 del D.Lgs. 81/08 comprende anche lo stress lavoro-correlato. Nelle attività critiche per la sicurezza, gestire correttamente turnazioni, riposi e carichi nei primi giorni rappresenta una buona pratica preventiva, non un obbligo generale automatico.


In sintesi


  • Ripristina orari di sonno regolari.

  • Cerca luce naturale e mantieni una normale attività diurna.

  • Non affidarti alla caffeina per compensare un sonno insufficiente.

  • Non sottovalutare sonnolenza e cali di attenzione nelle attività a rischio.

  • Se la stanchezza persiste o compromette la sicurezza, non attribuirla automaticamente alle ferie.


La vera ripartenza non consiste nel tornare subito al massimo ritmo, ma nel recuperare un ritmo compatibile con attenzione, salute e sicurezza.

FAQ rapide


Può capitare, soprattutto quando durante le ferie sono cambiati significativamente gli orari di sonno e le abitudini quotidiane. Non va però dato automaticamente per normale se il disturbo è intenso o persistente.

Non esiste una durata standard valida per tutti: dipende da orari, qualità del sonno, turni e carico lavorativo.

Non necessariamente. Grandi oscillazioni tra giorni liberi e giorni lavorativi possono mantenere il disallineamento; è preferibile puntare su una routine sufficientemente regolare.

Può aumentare temporaneamente la vigilanza, ma non sostituisce un sonno adeguato e, se assunto troppo tardi, può interferire con il riposo successivo.

No. Il normale rientro dalle ferie non comporta una visita obbligatoria. È diverso dal rientro dopo un’assenza prolungata per motivi di salute previsto dall’art. 41 del D.Lgs. 81/08.


Fonti essenziali



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