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Salute e sicurezza nello smart working: guida completa della medicina del lavoro

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

L’evoluzione del panorama professionale ha trasformato radicalmente il concetto di "ufficio", spostando la scrivania dalle sedi aziendali alle mura domestiche. Tuttavia, lavorare da remoto non significa semplicemente adattarsi, ma implica la necessità di progettare una postazione che sostenga la postura, l'attenzione e il benessere psicofisico.


Banner illustrato sulla salute e sicurezza nello smart working: confronto tra postura corretta e scorretta al computer, lavoratore in home office con laptop e icone di occhio, schiena e cervello che rappresentano i principali rischi ergonomici e cognitivi.
Postura scorretta, affaticamento visivo e carico mentale sono rischi concreti dello smart working, spesso sottovalutati. Progettare una postazione ergonomica e sostenibile significa prevenire disturbi e migliorare performance e benessere.

In questo contesto, la salute e sicurezza nello smart working rappresenta un tema centrale: la medicina del lavoro gioca un ruolo cruciale nel definire nuovi parametri, garantendo che la flessibilità organizzativa non si traduca in un aumento dei rischi per il lavoratore.


Salute e sicurezza nello smart working: il quadro normativo tra D.Lgs. 81/08 e Legge 81/2017

La gestione della salute e sicurezza nello smart working è regolata principalmente dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81, che definisce il "lavoro agile" come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato senza precisi vincoli di orario o di luogo.


Sebbene il lavoratore goda di una certa autonomia nella scelta degli spazi, il datore di lavoro resta responsabile della salute e della sicurezza della prestazione resa all’esterno dei locali aziendali.


Secondo l’art. 22 della Legge 81/2017, il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore e al RLS un’informativa scritta annuale che individui i rischi generali e specifici. Dal canto suo, lo smart worker è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno.


Rischi ergonomici nello smart working e disturbi muscolo-scheletrici

Il principale rischio fisico della salute e sicurezza nello smart working è legato all'ergonomia. La staticità prolungata e l'uso di postazioni improvvisate, come il tavolo della cucina, sono le cause primarie dei disturbi muscolo-scheletrici (DMS).


Un concetto fondamentale è il carico posturale: basti pensare che una flessione del collo di 60 gradi per guardare lo schermo di un laptop può esercitare un carico percepito sulla colonna cervicale di ben 27 kg.


Per prevenire tali patologie, la medicina del lavoro suggerisce alcuni requisiti minimi:

  • Postazione stabile: il monitor deve essere posizionato all'altezza degli occhi (50-70 cm di distanza) per evitare la cosiddetta postura a tartaruga.

  • Seduta ergonomica: deve supportare la lordosi naturale della schiena, con piedi ben appoggiati a terra e ginocchia flesse a circa 90-110 gradi.

  • Piano di lavoro: la profondità deve essere adeguata per consentire una distanza visiva confortevole e spazio per tastiera e mouse esterni.


Seguono consigli fisioterapici con diverse tipologie di esercizi di mobilità cervicale, da integrare preferibilmente in micro-routine di 2-3 minuti ogni ora per contrastare la staticità del lavoro al computer.


Esercizi di mobilità e stretching per lo smart working

  • Rotazioni del collo: eseguire 5 rotazioni lente per ogni lato.

  • Inclinazioni laterali: piegare la testa verso destra e verso sinistra, mantenendo la posizione per circa 15 secondi per lato.

  • Scrollate di spalle: sollevare le spalle verso le orecchie e rilasciarle; ripetere 10 volte per scaricare la tensione.

  • Stretching specifico: allungamenti mirati per trapezio superiore ed elevatore della scapola.


Esercizi di riprogrammazione posturale

  • Chin tuck (retrazione del mento): esercizio fondamentale per riprogrammare i muscoli del collo e contrastare il text neck.

  • Flessione isometrica: spingere la fronte contro il palmo per rinforzare la muscolatura senza movimento.


Consigli pratici per la prevenzione

Per prevenire l'usura della colonna è fondamentale mantenere le curve fisiologiche e un buon trofismo muscolare.


Durante le pause, oltre agli esercizi, è bene fare qualche passo e riposare gli occhi per almeno 5 minuti ogni due ore di lavoro.


È inoltre raccomandato l'uso di una tastiera e un mouse esterni quando si utilizza un laptop, per evitare di curvare eccessivamente il collo.


Sindrome da visione al computer e affaticamento visivo nello smart working

L’uso intensivo di dispositivi digitali espone il lavoratore alla Computer Vision Syndrome (CVS). I sintomi includono arrossamento, secchezza oculare e astenopia.


Per tutelare la salute e sicurezza nello smart working, è essenziale gestire l'illuminazione: la luce naturale dovrebbe arrivare lateralmente rispetto allo schermo.


Inoltre, la normativa italiana prevede il diritto a 15 minuti di pausa ogni 120 minuti, fondamentali per recuperare efficienza visiva e fisica.


Rischi psicosociali nello smart working e diritto alla disconnessione

L'assenza di confini tra vita privata e professionale può generare stress lavoro-correlato e isolamento.


La medicina del lavoro identifica nel tecnostress un rischio emergente che può portare al burnout.


Un pilastro della salute e sicurezza nello smart working è il diritto alla disconnessione: il lavoratore deve poter interrompere i contatti digitali per recuperare energie e mantenere equilibrio vita-lavoro.


Il ruolo del Medico Competente nello smart working

Il Medico Competente non si limita a verificare l'idoneità alla mansione, ma collabora attivamente alla valutazione dei rischi.


Nello smart working, la sua figura è determinante per:

  1. Valutare l'impatto psicofisico dei lavoratori.

  2. Formare e informare sulle corrette posture.

  3. Fornire supporto ergonomico per migliorare la stabilità fisica e visiva della postazione domestica.


In conclusione, la salute e sicurezza nello smart working richiede un impegno congiunto: l’azienda deve fornire strumenti e formazione, mentre il lavoratore deve adottare un comportamento consapevole e prudente, trasformando l’home office in un alleato del benessere.


FAQ – Salute e sicurezza nello smart working

Qual è la principale criticità dello smart working?

Il rischio ergonomico legato a posture scorrette e postazioni non adeguate.


Il datore di lavoro è responsabile anche a casa del lavoratore?

Sì, resta responsabile della tutela della salute e sicurezza anche fuori dai locali aziendali.


Quante pause sono obbligatorie al videoterminale?

15 minuti ogni 120 minuti di lavoro continuativo.


Cos’è il tecnostress?

Uno stress causato da sovraccarico digitale e iperconnessione.


Come prevenire i dolori cervicali?

Con postazione ergonomica e micro-pause con esercizi di mobilità.


Serve una sedia ergonomica?

Sì, è fondamentale per mantenere la corretta postura e prevenire DMS.


Il medico competente interviene nello smart working?

Sì, supporta valutazione dei rischi, formazione e sorveglianza sanitaria.



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Fonti

INAIL – Linee guida sul lavoro agile e rischi ergonomici
D.Lgs. 81/2008 – Testo Unico Sicurezza sul Lavoro
Legge 81/2017 – Disciplina del lavoro agile

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