top of page

Medicina del Lavoro – Monitoraggio Biologico: la Nuova Guida Europea 2025

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 28 ago
  • Tempo di lettura: 11 min

Protezione, prevenzione, responsabilità. La nuova Guida Europea 2025 sul monitoraggio biologico conferma la sorveglianza sanitaria e il biomonitoraggio come strumento strategico di prevenzione che permette di anticipare i rischi chimici, tutelare i lavoratori e rafforzare la cultura della sicurezza in azienda.


Banner illustrato in stile piatto con colori pastello, raffigurante un lavoratore,provette e una chacklist con uno scudo a raffigurare, icone semplificate legate al lavoro e alla salute, il titolo “Medicina del Lavoro – Monitoraggio Biologico: la Nuova Guida Europea 2025” e un pulsante blu con scritto “Leggi l’articolo”.

Questa guida, sviluppata dall'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA) nel 2025 su richiesta della Commissione Europea, stabilisce buone pratiche e principi comuni per il biomonitoraggio occupazionale, con particolare attenzione alla prevenzione dell'esposizione chimica e all'informazione dei lavoratori.


Che cos'è il Biomonitoraggio?

Il termine biomonitoraggio viene utilizzato sia in ambito di salute occupazionale che ambientale. Nel contesto occupazionale, il biomonitoraggio è definito principalmente come:


• Monitoraggio dell'Esposizione Biologica:

Misurazione di una sostanza o dei suoi metaboliti (prodotti di degradazione) in un campione biologico prelevato da un individuo. I campioni più comuni includono siero, sangue e urina, ma possono essere utilizzati anche saliva, capelli, sudore e respiro esalato. L'obiettivo è quantificare la sostanza d'interesse o un prodotto della sua biotrasformazione per riflettere la dose interna e valutare i rischi per la salute. Un buon biomarcatore dovrebbe riflettere la dose interna, essere sufficientemente sensibile per rilevare livelli di esposizione rilevanti e specifico per una sostanza.


• Monitoraggio dell'Effetto Biologico:

Misurazione e valutazione degli effetti biologici precoci causati dall'assorbimento di sostanze chimiche, prima che si manifestino danni alla salute nei lavoratori esposti. Questo può includere la misurazione di risposte biochimiche (ad esempio, attività colinesterasica per i pesticidi organofosforici o aumento delle proteine urinarie per il cadmio).

Tuttavia, questi biomarcatori sono principalmente utilizzati nella ricerca o nelle valutazioni cliniche e devono essere supervisionati da un medico del lavoro.


Il biomonitoraggio è strettamente legato alla sorveglianza sanitaria, che nel contesto di questa guida significa il monitoraggio di una persona per identificare cambiamenti nel suo stato di salute a causa dell'esposizione a determinate sostanze.


I Vantaggi del Monitoraggio Biologico

Il biomonitoraggio è uno strumento potente per la prevenzione, poiché offre vantaggi che altri metodi, come la misura della concentrazione degli inquinanti aerodispersi, non possono fornire da soli.


  1. Studio delle vie di assorbimento

    Tiene conto di tutte le vie di assorbimento dell'agente chimico: inalazione, assorbimento cutaneo (trans-dermico) e ingestione. Questo è particolarmente importante in situazioni dove l'esposizione cutanea è significativa o difficile da rilevare con il solo campionamento dell'aria.


  2. Caratteristiche individuali e dell'esposizione

    Prende in considerazione le caratteristiche dell'esposizione (flusso ventilatorio dei lavoratori, temperatura ambiente, sforzo fisico, uso di DPI, igiene personale) e le particolarità individuali delle persone esposte (integrità della pelle, patologie epatiche o renali, fenotipo di metabolizzazione).


  3. Tutte le fonti di esposizione

    Valuta tutte le fonti di esposizione occupazionale ed extra-occupazionale.


  4. Valutazione dell'efficacia delle misure preventive

    Aiuta a valutare l'efficacia delle misure di protezione tecniche, organizzative e personali (individuali) implementate per ridurre l'esposizione.


  5. Identificazione di gruppi a rischio

    Permette di identificare gruppi a rischio in un'officina, azienda, professione o settore di attività.


  6. Tracciabilità dell'esposizione

    Assicura la tracciabilità dell'esposizione professionale individuale e collettiva.


  7. Allarme precoce

    Risultati elevati del biomonitoraggio, anche al di sotto dei valori limite, dovrebbero essere trattati come un'indicazione precoce che il controllo dell'esposizione potrebbe essere migliorato, prima che le conseguenze per la salute possano iniziare a manifestarsi nei lavoratori.


Quando è particolarmente utile il Biomonitoraggio:

  • Quando c'è potenziale contatto cutaneo diretto con sostanze pericolose che possono essere assorbite attraverso la pelle in quantità tossicologicamente rilevanti (es. solventi organici).

  • Quando la via orale di assorbimento è rilevante.

  • Per esposizioni a sostanze con lunghe emivite biologiche che si accumulano nel corpo (es. piombo, cadmio).

  • Quando le sostanze sono difficili da rilevare con misurazioni dell'aria (lavori di riparazione, manutenzione, lavoro all'aperto, concentrazioni fluttuanti, restrizioni sull'uso di attrezzature di campionamento dell'aria).

  • In condizioni di lavoro che promuovono l'assorbimento cutaneo (es. alta temperatura, miscele di sostanze, malattie della pelle, indumenti da lavoro occlusivi).

  • Quando l'esposizione interna può essere modificata dallo sforzo fisico con aumento del volume/frequenza respiratoria.

  • In regimi di orario di lavoro non standard (es. più di otto ore al giorno).

  • Quando si dipende da misure di protezione personale per ridurre l'esposizione.


Tuttavia, il biomonitoraggio non è adatto per agenti chimici con effetti critici esclusivamente locali e/o con meccanismo d'azione irritante o allergico, o i cui effetti derivano da esposizioni di picco piuttosto che da esposizioni medie o cumulative.


i 5 Principi Fondamentali di un Programma di Biomonitoraggio Efficace

L'implementazione di un programma di biomonitoraggio richiede una pianificazione attenta e la collaborazione di diversi attori, tra cui datore di lavoro, medico del lavoro, igienista industriale e, in definitiva, i lavoratori stessi.

Di seguito sono descritti i 5 principi fondamentali da seguire.


1. Definizione dello Scopo

Il programma deve avere un valore pratico nella valutazione dei rischi e/o nel controllo dell'esposizione ai prodotti chimici.

Gli obiettivi possono variare: tracciare l'esposizione dei lavoratori, valutare l'esposizione in nuove condizioni di lavoro, identificare priorità per azioni preventive, o documentare casi di malattie professionali.


2. Consultazione e Consenso dei Lavoratori

La salvaguardia dei diritti individuali è essenziale poiché il biomonitoraggio implica misurazioni su campioni biologici prelevati dagli individui.


  • Consultazione con i lavoratori o i loro rappresentanti

    È fondamentale consultare i lavoratori o i loro rappresentanti prima dell'inizio del programma o quando vengono introdotte modifiche significative. Questa consultazione dovrebbe coprire tutti gli elementi del programma, inclusi gli accordi per ottenere il consenso, la divulgazione dei risultati, l'impatto sui lavoratori in caso di riduzione dell'esposizione e la revisione periodica del programma.


  • Consenso informato individuale I lavoratori devono dare un consenso informato e non coercitivo prima del prelievo dei campioni. Questo include la piena informazione preventiva sugli obiettivi, le procedure, l'uso dei risultati analitici e le potenziali conseguenze, sia positive che negative, della partecipazione.

    Il modulo di consenso deve essere in linguaggio semplice e chiaro.


  • Informazioni da fornire ai lavoratori

    Lo scopo del programma (e se è un requisito legale), il legame con l'idoneità al lavoro, cosa comporterà (tipo e frequenza dei test, rischi), i benefici, i loro diritti sul consenso, l'interpretazione dei risultati (sottolineando che potrebbero non avere significato diretto per la loro salute ma informano sull'efficacia delle misure preventive), chi paga, i requisiti di tenuta dei registri, le azioni che potrebbero essere intraprese sui risultati e le possibili conseguenze della non partecipazione.


  • Diritto di rifiuto e conseguenze

    I lavoratori dovrebbero essere informati che il biomonitoraggio è volontario, sebbene in alcuni casi possa essere previsto dalla legge e per il loro beneficio.


    Se un lavoratore si rifiuta di sottoporsi a biomonitoraggio, i datori di lavoro devono rispettare i loro obblighi di legge, che potrebbero includere la sospensione dal lavoro con la sostanza chimica pericolosa, e devono informare i lavoratori delle conseguenze di tale rifiuto.


3. Selezione dei Metodi e Campionamento:


  • Scelta dei parametri di test

    Si deve scegliere un parametro che indichi in modo affidabile, sensibile e specifico l'esposizione e/o l'effetto della sostanza pericolosa. La scelta dipende dalla natura delle informazioni cercate e talvolta può essere utile utilizzarne diversi contemporaneamente.


  • Specificità del campione

    Si dovrebbe dare preferenza a metodi non invasivi come il campionamento di urine o respiro, se appropriati e con pari affidabilità e accuratezza. Per l'analisi del piombo inorganico, ad esempio, potrebbe essere necessario un campione di sangue.


  • Tempo di campionamento

    Il momento del prelievo del campione è cruciale a causa della rapida variazione della concentrazione di alcune sostanze e deve essere registrato.

    La velocità di eliminazione della sostanza (emivita) determina il momento ottimale di raccolta del campione. Per sostanze con lunghe emivite, come piombo o cadmio, un campione rifletterà l'esposizione combinata di diverse settimane o mesi.


  • Prevenzione della contaminazione

    Devono essere stabilite procedure per evitare la contaminazione dei campioni, ad esempio, chiedendo ai lavoratori di cambiarsi d'abito e lavarsi le mani prima di fornire un campione di urina.


4. Interpretazione dei Risultati per la Prevenzione


  • Interpretazione medica professionale

    I risultati del biomonitoraggio richiedono l'interpretazione medica di medici esperti, che considerino la fisiologia, lo stato di salute e lo stile di vita dell'individuo. L'interpretazione avviene confrontando i livelli misurati con i Valori Limite Biologici (BLV) o, se non applicabili, con i Valori Guida Biologici (BGV), e con i risultati precedenti dello stesso lavoratore e di lavoratori similmente esposti.


  • Valori Limite Biologici (BLV)

    Rappresentano il limite della concentrazione nell'appropriato mezzo biologico dell'agente rilevante, del suo metabolita o di un indicatore di effetto. Sono valori di riferimento per valutare potenziali rischi per la salute e, se superati ripetutamente, richiedono un'indagine e azioni per ridurre l'esposizione.


  • Valori Guida Biologici (BGV)

    Rappresentano la concentrazione superiore dell'agente chimico o di un suo metabolita in un mezzo biologico, corrispondente a una certa percentuale (generalmente il 90° o 95° percentile) in una popolazione di riferimento (popolazione generale o lavoratori non esposti professionalmente).

    A differenza dei BLV, i BGV non sono "health-based" e non definiscono un limite tra assenza o presenza di effetti avversi sulla salute, ma il loro superamento può indicare un'esposizione sul lavoro.


  • Azioni basate sui risultati

    I risultati del biomonitoraggio, anche al di sotto dei BLV, dovrebbero essere usati per identificare i gruppi più a rischio e verificare l'adeguatezza delle misure preventive. È fondamentale che sia chiaro quale azione intraprendere in risposta ai risultati, che l'azione appropriata venga intrapresa e che la sua efficacia sia valutata. Se i risultati indicano la necessità di ridurre l'esposizione (ad esempio, se un BLV o BGV viene superato), è necessario rivedere le misure preventive e le pratiche di lavoro.


  • In caso di problema di salute o superamento di BLV

    La legislazione UE stabilisce obblighi specifici per i datori di lavoro. Il lavoratore deve essere informato e consigliato, e il datore di lavoro deve rivedere la valutazione dei rischi e le misure preventive, prendere provvedimenti appropriati e rivalutare i miglioramenti nel tempo.

    Il documento precisa che la rotazione dei lavoratori per bilanciare le esposizioni elevate dovrebbe essere evitata; l'obiettivo è ridurre l'esposizione per tutti i lavoratori.



5. Tenuta dei Registri e Condivisione delle Informazioni


Registri individuali

Per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, deve essere conservato un registro individuale di salute ed esposizione, contenente un riepilogo dei risultati e dei dati di monitoraggio rappresentativi dell'esposizione. I lavoratori devono avere accesso ai propri registri. I registri medici per carcinogeni e mutageni devono essere conservati per almeno 40 anni dalla fine dell'esposizione.


Confidenzialità e GDPR

I risultati individuali devono essere trattati come dati personali ai sensi del GDPR e la confidenzialità medica deve essere rispettata. L'anonimato del lavoratore non deve essere compromesso da informazioni sulle circostanze speciali. L'accesso ai risultati individuali è generalmente vietato al datore di lavoro, ai suoi rappresentanti e a figure non mediche, anche con il consenso del lavoratore, poiché violerebbe la confidenzialità medica.


Registri collettivi

È raccomandato conservare dati collettivi relativi a gruppi di esposizione simili.

Questi dati possono essere utilizzati per:

  • valutare il rischio di gruppi,

  • mappare l'esposizione collettiva,

  • confrontare l'esposizione tra settori,

  • identificare attività o settori a più alto rischio,

  • caratterizzare i cambiamenti dell'esposizione nel tempo

  • valutare l'efficacia delle azioni preventive.


I dati collettivi possono essere utili per studi epidemiologici e per supportare la creazione di BLV e BGV.


Informazioni ai datori di lavoro

I risultati del biomonitoraggio devono essere analizzati dalla persona responsabile (di solito il medico del lavoro).

Se indicano che le misure preventive non sono sufficienti, il medico dovrebbe informare il datore di lavoro e fare raccomandazioni su misure appropriate.

I risultati devono essere anonimizzati o pseudonimizzati. I report per i datori di lavoro possono includere la certificazione di idoneità al lavoro (con o senza condizioni), raccomandazioni per misure correttive, ma non i risultati specifici del test individuale del lavoratore.



Informazioni per i Lavoratori (Il Vostro Diritto alla Conoscenza)

Il biomonitoraggio è un processo destinato a proteggere la vostra salute, rilevando cambiamenti dovuti all'esposizione a sostanze chimiche pericolose.

Quando è necessaria la sorveglianza

È necessaria se utilizzate, maneggiate o immagazzinate sostanze chimiche pericolose che potrebbero rappresentare un rischio per la vostra salute, e esistono modi per verificare se queste sostanze vi hanno influenzato o se siete stati esposti.

La sorveglianza è obbligatoria per agenti chimici per i quali è stato stabilito un Valore Limite Biologico vincolante a livello UE.


Chi la esegue

Normalmente è condotta o supervisionata da un medico del lavoro nelle attività di medico competente.


Costi

Tutti i costi del biomonitoraggio e della sorveglianza sanitaria sono a carico del datore di lavoro, inclusi gli onorari per gli appuntamenti, i costi di test e analisi, e il tempo e le spese di viaggio.


Il rapporto di biomonitoraggio

Il medico del lavoro può fornire un rapporto al datore di lavoro con informazioni preziose ma collettive sui risultati dei test (ad esempio, quando è necessario il prossimo test o l'idoneità al lavoro), non i vostri risultati specifici.

I vostri risultati sono utilizzati principalmente per informare il datore di lavoro se i livelli di esposizione sono troppo alti e se le misure di protezione devono essere migliorate.



I diritti dei lavoratori


Accesso ai vostri risultati

Il medico del lavoro dovrebbe comunicarvi i risultati dei test e spiegarne il significato, a meno che non abbiate indicato diversamente.


Accesso ai vostri registri

Avete il diritto di accedere a tutti i vostri registri di salute ed esposizione.


Confidenzialità

I risultati del biomonitoraggio sono confidenziali e possono essere divulgati a un altro medico solo con il vostro consenso.


Rifiuto di partecipazione

Siete tenuti a seguire le istruzioni di salute e sicurezza del vostro datore di lavoro, inclusi i programmi di biomonitoraggio previsti dalla legge.

Tuttavia, il vostro datore di lavoro deve informarvi sulle conseguenze in caso di rifiuto.


Diritto a non sapere

In alcuni paesi, i lavoratori potrebbero avere il diritto di non essere informati sui risultati.



Requisiti Professionali e Tecnici

Il biomonitoraggio occupazionale dovrebbe essere condotto o supervisionato da un medico con esperienza in sorveglianza sanitaria occupazionale e valutazione dell'esposizione, preferibilmente un medico del lavoro. I laboratori che eseguono le analisi dei campioni dovrebbero essere accreditati o dimostrare la conformità ai requisiti nazionali di qualità.


Conclusione

La Guida Europea 2025 sul monitoraggio biologico conferma che un programma di biomonitoraggio ben strutturato è uno strumento indispensabile per la prevenzione e la gestione dei rischi chimici nei luoghi di lavoro.

La sua efficacia dipende dalla corretta implementazione dei principi etici, dalla piena informazione e dal consenso dei lavoratori, da metodi affidabili e da una adeguata interpretazione dei risultati da parte del medico del lavoro.

L'obiettivo finale è proteggere la salute dei lavoratori, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro e salubre attraverso un miglioramento continuo delle misure preventive.



FAQ – Monitoraggio Biologico e Guida Europea 2025


1. Che cos’è il monitoraggio biologico secondo la nuova Guida Europea 2025?

È la misurazione di sostanze chimiche o dei loro metaboliti in campioni biologici (sangue, urina, saliva, ecc.) dei lavoratori, per valutare l’esposizione interna e prevenire danni alla salute.


2. Qual è la differenza tra monitoraggio dell’esposizione biologica e monitoraggio dell’effetto biologico?

Il primo misura direttamente la presenza di sostanze o metaboliti nell’organismo, il secondo valuta effetti biologici precoci dovuti all’esposizione, prima che si manifestino danni clinici.


3. Perché il biomonitoraggio è considerato più efficace del solo campionamento ambientale?

Perché tiene conto di tutte le vie di assorbimento (inalazione, cutanea, ingestione), delle caratteristiche individuali e fornisce una valutazione più completa del rischio.


4. In quali situazioni il biomonitoraggio è particolarmente utile?

Quando vi è assorbimento cutaneo significativo, esposizione a sostanze con lunga emivita (piombo, cadmio), lavori in condizioni variabili (manutenzione, outdoor) o esposizione non facilmente rilevabile nell’aria.


5. Chi deve eseguire il biomonitoraggio nei luoghi di lavoro?

Deve essere condotto o supervisionato dal medico competente, specialista in medicina del lavoro, con analisi affidate a laboratori accreditati.


6. I lavoratori possono rifiutare di partecipare al biomonitoraggio?

Sì, il consenso è volontario. Tuttavia, in caso di sostanze soggette a valori limite biologici obbligatori, il rifiuto può comportare conseguenze legali o l’impossibilità di svolgere determinate mansioni.


7. I risultati del biomonitoraggio sono accessibili al datore di lavoro?

No, i risultati individuali sono riservati e comunicati solo al lavoratore e al medico del lavoro. Il datore riceve solo dati collettivi anonimizzati e indicazioni preventive.


8. Che cosa sono i Valori Limite Biologici (BLV) e i Valori Guida Biologici (BGV)?

  • BLV: limiti normativi basati sulla salute, il cui superamento richiede azioni correttive.

  • BGV: valori statistici di riferimento, utili per valutare esposizioni non necessariamente dannose ma comunque da controllare.


9. Quali sono i diritti dei lavoratori nel programma di biomonitoraggio?

Accesso ai propri risultati e registri, garanzia di riservatezza, diritto al consenso informato e alla spiegazione chiara dei test e delle loro conseguenze.


10. Chi sostiene i costi del biomonitoraggio?

Tutti i costi (visite, test, analisi, trasporti) sono a carico del datore di lavoro, mai del lavoratore.



Vuoi approfondire altri aspetti della salute e sicurezza sul lavoro? Scopri gli altri articoli del nostro blog per restare sempre aggiornato sulle migliori strategie di prevenzione e tutela dei lavoratori.

Clicca qui --> BLOG



Fonti:

 

Commenti


bottom of page