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Gestione della Forza Lavoro Anziana – Parte 2: Applicazioni Pratiche per Ambienti di Lavoro Sostenibili

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 27 lug
  • Tempo di lettura: 7 min

Con il progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa e l’innalzamento dell’età pensionabile, le aziende e i servizi di prevenzione sono sempre più chiamati ad affrontare in modo strutturato la gestione della forza lavoro anziana. Come descritto nella Parte 1 di questo approfondimento, è fondamentale adottare un approccio life course, incentrato sulla promozione della salute, sulla valorizzazione dell’esperienza e sulla prevenzione dei rischi correlati all’età.

Questa seconda parte si propone di andare oltre la teoria, fornendo esempi pratici, azioni operative e buone prassi già sperimentate in diversi contesti organizzativi. Il focus sarà su strumenti concreti per adattare ambienti e processi di lavoro, tenendo conto delle esigenze specifiche dei lavoratori over 55, e sul ruolo chiave del medico competente nel favorire un invecchiamento professionale attivo, sicuro e sostenibile.


Tre lavoratori di diverse età e background collaborano davanti a un computer in un ambiente d’ufficio. Il focus è su un lavoratore anziano al centro, supportato da colleghi più giovani, simbolo di inclusione e valorizzazione dell’esperienza lavorativa nell’ambito della medicina del lavoro.
Esempi pratici di adattamenti ergonomici e organizzativi per supportare i lavoratori anziani: una strategia concreta per ambienti di lavoro inclusivi e sostenibili.

Cosa troverai in questa seconda parte

In questo approfondimento verranno esplorate:

  • Le misure pratiche per applicare la normativa sulla sicurezza al lavoro degli over 55, con focus sui Disturbi Muscoloscheletrici Cronici (DMSC)

  • Gli adattamenti ergonomici, tecnologici e organizzativi più efficaci per prevenire infortuni e sostenere la capacità lavorativa

  • Il ruolo centrale del medico competente e l’importanza del confronto multidisciplinare con lavoratore e datore di lavoro

  • Le strategie per gestire il rientro al lavoro in presenza di patologie croniche o ridotta idoneità

  • Modelli aziendali replicabili e buone pratiche europee e italiane, con esempi concreti di accomodamenti riusciti e soluzioni sostenibili



Un percorso di miglioramento continuo

Investire nella salute e sicurezza dei lavoratori maturi non è solo un obbligo etico e normativo, ma una scelta strategica per garantire continuità, produttività e coesione nei contesti professionali.

L’obiettivo è favorire ambienti di lavoro sostenibili per tutte le età, partendo da soluzioni applicabili fin da subito: un cambiamento che non riguarda solo i lavoratori anziani, ma che migliora la qualità del lavoro per l’intera popolazione aziendale.




L'Invecchiamento Attivo e le Capacità Lavorative 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l'invecchiamento attivo come un processo che permette alle persone di realizzare il proprio potenziale di benessere fisico, sociale e mentale per tutta la vita. In ambito lavorativo, questo si traduce nel promuovere la salute, prevenire i rischi legati all'età e adattare l'ambiente di lavoro ai cambiamenti fisiologici, cognitivi e psicosociali.

È importante riconoscere che i lavoratori anziani non sono un gruppo omogeneo; le capacità funzionali variano ampiamente tra gli individui a causa di differenze nello stile di vita, alimentazione, forma fisica, predisposizione genetica e ambiente lavorativo. Sebbene alcune capacità funzionali, principalmente fisiche e sensoriali, possano diminuire con l'età, attributi come la saggezza, il pensiero strategico, la percezione olistica e la capacità di deliberare possono aumentare o emergere proprio con l'avanzare dell'età, così come l'esperienza lavorativa e la expertise si accumulano.



Gestione della Forza Lavoro Anziana con Disturbi Muscoloscheletrici Cronici (DMSC) 

I lavoratori anziani possono essere esposti a specifici fattori di rischio legati al lavoro, come l'eccessiva movimentazione manuale, i turni notturni e i ritmi elevati, ambienti termici estremi o scarsamente illuminati, e compiti ad alta richiesta cognitiva o tecnologica.

Un'attenzione particolare meritano i Disturbi Muscoloscheletrici Cronici (DMSC), che interessano muscoli, ossa, articolazioni e tessuti molli, persistendo per più di 12 settimane. Questi includono condizioni come il dolore cronico alla schiena, i disturbi degli arti superiori, l'osteoartrite e l'osteoporosi. I DMSC sono la principale causa di disabilità tra la popolazione lavorativa e la ragione principale di assenza dal lavoro in Europa, con un quarto della popolazione lavorativa dell'UE che riferisce di avere una malattia cronica, una percentuale in aumento. Le conseguenze economiche sono considerevoli, potendo raggiungere il 2% del PIL dell'UE, principalmente a causa della perdita di produttività.

Tuttavia, è fondamentale comprendere che i lavoratori non devono essere "perfettamente in forma" per lavorare. Con il giusto supporto, molte persone con condizioni croniche possono continuare ad essere produttive e motivate, beneficiando del lavoro per la salute mentale e fisica, la sicurezza finanziaria e il senso di realizzazione individuale.



Strategie Pratiche di Prevenzione e Adattamento

La normativa europea, come il D.Lgs. 81/2008 in Italia, tutela la salute di tutti i lavoratori, inclusi quelli in età avanzata, richiedendo la valutazione dei rischi tenendo conto di età, genere e specificità del lavoratore. Le politiche europee sull'invecchiamento attivo promuovono ambienti di lavoro adattati alle esigenze dei lavoratori over 55.

Per prevenire infortuni, sostenere il benessere e gestire efficacemente i DMSC, EU-OSHA, l'agenzia d'informazione dell'Unione europea nel campo della sicurezza e della salute sul lavoro, propone le seguenti azioni pratiche:


1. Adattamento Ergonomico delle Postazioni e degli Strumenti di Lavoro:

  • Postazioni regolabili: Fornire scrivanie regolabili in altezza (sit-stand desks) per consentire ai lavoratori di alternare la posizione seduta e in piedi, riducendo la pressione sulla colonna vertebrale e la fatica. Questo beneficia tutti, inclusi i lavoratori più alti o più bassi, o le donne incinte con mal di schiena.

  • Ausili per il sollevamento: Utilizzare carrelli, gru, o sistemi meccanici per la movimentazione manuale eccessiva di carichi pesanti, eliminando o riducendo il bisogno di sollevamento manuale e prevenendo infortuni.

  • Sedute ergonomiche: Fornire sedute regolabili e ergonomiche, possibilmente con supporti lombari o per il collo, e permettendo all'utente di adottare diverse posture per un "sitting dinamico". Per chi soffre di condizioni specifiche, cuscini speciali (ad es. per sciatica o ulcere da pressione) possono fare una grande differenza.

  • Strumenti ergonomici: Ad esempio, per lavori d'ufficio, mouse ergonomici, tastiere programmabili, software di riconoscimento vocale e cuffie wireless possono ridurre lo sforzo su mani, braccia e collo. Per lavori fisici, strumenti più leggeri, impugnature migliorate (ad es. guanti o manopole ampie) e strumenti pneumatici o a batteria riducono lo sforzo e la vibrazione.


2. Adattamento delle Mansioni e Flessibilità Organizzativa:

  • Riduzione dei compiti fisicamente usuranti: Riprogettare i compiti per ridurre le richieste fisiche gravose, i movimenti ripetitivi, le posture statiche e scomode.

  • Semplificazione dei processi: Ottimizzare i flussi di lavoro per minimizzare lo stress fisico e cognitivo.

  • Rotazione delle mansioni: Distribuire i compiti più pesanti o ripetitivi tra diversi lavoratori, o alternare mansioni leggere con quelle più impegnative, per ridurre l'esposizione prolungata a fattori di rischio specifici. Esempio: in una fabbrica di automobili, le mansioni sono classificate come pesanti, medie o leggere, e distribuite in base alle capacità fisiche dei dipendenti, con un sistema di rotazione.

  • Riassegnazione a ruoli meno impegnativi: Se necessario, spostare i lavoratori a compiti che richiedono meno sforzo fisico o a ruoli più consulenziali o formativi, valorizzando la loro esperienza. Esempio: un postino con gotta è stato riqualificato per un ruolo d'ufficio che non prevedeva consegne.

  • Flessibilità oraria: Offrire orari personalizzati, part-time, flessibilità nelle ore di inizio/fine, o la possibilità di telelavoro. Questo consente di gestire meglio i sintomi cronici (ad es., rigidità mattutina), gli appuntamenti medici e la fatica. Esempio: un manager con spondilite anchilosante è stato autorizzato a lavorare da casa due giorni a settimana, una soluzione che funziona da dieci anni.

  • Pause frequenti: Incoraggiare e facilitare pause brevi e frequenti per muoversi e allungarsi, specialmente per chi svolge lavoro sedentario o ripetitivo. Il concetto è che "la nostra prossima postura è la migliore postura".


3. Ruolo della Sorveglianza Sanitaria e Collaborazione:

  • Medico Competente: Ha un ruolo cruciale nel monitorare la salute dei lavoratori over 55, valutare l'idoneità alla mansione (con o senza limitazioni) e suggerire accomodamenti ragionevoli. L'approccio deve essere personalizzato e focalizzato sulle capacità residue, specialmente in presenza di patologie croniche.

  • Collaborazione multidisciplinare: Un approccio congiunto tra il lavoratore, il datore di lavoro, il medico competente e le risorse umane è essenziale. Le informazioni mediche, se condivise con permesso, aiutano il datore di lavoro a comprendere le necessità del lavoratore.

  • Intervento precoce: Identificare e affrontare i problemi di salute il prima possibile è fondamentale. Quanto prima viene affrontato un problema muscoloscheletrico, minore sarà l'impatto sulla persona e sul suo lavoro. La medicina del lavoro e i servizi sanitari dovrebbero integrare l'obiettivo di "mantenere il lavoro" come risultato clinico, ma concentrare i massimi sforzi sulla prevenzione.


4. Formazione e Mentoring:

  • Valorizzazione dell'esperienza: Promuovere il passaggio di competenze dai lavoratori esperti ai più giovani.

  • Formazione continua: Incentivare la formazione anche oltre i 55 anni per mantenere aggiornate le competenze, soprattutto in relazione alle nuove tecnologie.

  • Formazione per i manager: I manager necessitano di formazione sui segni e sintomi dei DMSC (e di altre condizioni croniche), sulla loro natura fluttuante, sui fattori di rischio, sulla promozione della salute muscoloscheletrica e su come comunicare con empatia e supporto con i lavoratori che affrontano problemi di salute. Esempio: un programma di formazione per parrucchieri incentrato sulla postura e tecniche di lavoro può ridurre lo sforzo fisico e mentale.


5. Promozione della Salute in Azienda:

  • Stili di vita sani: Promuovere attività che prevengono il declino fisico, come esercizio fisico regolare, alimentazione sana, smettere di fumare e ridurre il consumo di alcol.

  • Programmi di benessere: Offrire iniziative come riscaldamenti mattutini per lavori fisici, programmi di fisioterapia in loco, o programmi che incoraggiano il movimento e l'attività fisica durante la giornata lavorativa, con aree dedicate o attrezzature.


6. Piani di Reinserimento al Lavoro:

  • Piani individualizzati: Definire percorsi di reinserimento in collaborazione con il medico competente, il lavoratore e l'azienda.

  • Rientro graduale e flessibile: Prevedere orari ridotti iniziali, carichi progressivi di lavoro e supporto psicologico se necessario.



Conclusione: Investire nella Forza Lavoro Anziana Conviene

Investire nella salute e sicurezza dei lavoratori maturi non è solo un obbligo etico e normativo, ma una scelta strategica per garantire continuità, produttività e coesione nei contesti professionali.

L’obiettivo è favorire ambienti di lavoro sostenibili per tutte le età, partendo da soluzioni applicabili fin da subito: un cambiamento che non riguarda solo i lavoratori anziani, ma che migliora la qualità del lavoro per l’intera popolazione aziendale.




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Fonti:

OSH management in the context of an ageing workforce | EU-OSHA - 2023

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