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Screening Oncologici Retribuiti e Salute Lavorativa Integrata: tra DL 159/2025 e TWH

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
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  • Tempo di lettura: 7 min

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nel quarto appuntamento della collana dedicata alla prevenzione e alla promozione della salute nei luoghi di lavoro l’attenzione si sposta su un tema di forte impatto sanitario, sociale e organizzativo: gli Screening Oncologici Retribuiti come pilastro di una salute lavorativa integrata, alla luce delle innovazioni introdotte dal DL 159/2025 e del modello Total Worker Health (TWH) [link agli articoli]


Banner informativo su Screening Oncologici Retribuiti e Salute Lavorativa Integrata. Il visual evidenzia il Decreto Legislativo 159/2025, il modello Total Worker Health (TWH) e il ruolo della medicina del lavoro nella prevenzione oncologica, con icone di salute, sicurezza, screening e medico competente.
Con il DL 159/2025, gli screening diventano un diritto retribuito e parte della salute lavorativa, in linea con il modello Total Worker Health (TWH).

La possibilità di conciliare prevenzione oncologica e attività lavorativa rappresenta oggi un cambio di paradigma: non più la salute come variabile esterna al lavoro, ma come componente strutturale delle politiche aziendali.


In questo contesto, il riconoscimento del tempo dedicato agli screening come tempo di lavoro retribuito diventa uno strumento concreto di equità, prevenzione primaria e sostenibilità del sistema produttivo, rafforzando il ruolo dell’azienda come attore attivo nella tutela della salute lungo tutto l’arco della vita lavorativa.



La Barriera del Tempo: Quando la Salute Diventa un Lusso

In Italia, nonostante l’offerta gratuita da parte del Servizio Sanitario Nazionale, l’adesione ai programmi di screening per la diagnosi precoce (come quelli per tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto) resta inferiore agli obiettivi stabiliti dagli enti di salute pubblica.


Grafico che riporta La diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2024 (fonte: Osservatorio Nazionale Screening) https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/la-diffusione-degli-screening-oncologici-italia-nel-2024
La diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2024 (fonte: Osservatorio Nazionale Screening) https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/la-diffusione-degli-screening-oncologici-italia-nel-2024

La ragione principale è spesso legata a barriere pratiche: la mancanza di tempo, la complessità nell’organizzare un’assenza dal lavoro e, in ambienti meno flessibili o con contratti precari, il timore di ripercussioni professionali.


Il 31 ottobre 2025, tuttavia, è entrato in vigore un nuovo decreto legislativo ("Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile") che segna un cambio di passo fondamentale.


L’Articolo 17 di questo decreto, focalizzato sulla "Sorveglianza sanitaria e promozione della salute", prevede la possibilità che i contratti nazionali riconoscano ai lavoratori il diritto di accedere agli screening oncologici organizzati dal SSN durante l’orario di lavoro, usufruendo di un permesso retribuito.

Questa misura non solo riduce le disuguaglianze nell’accesso alla Prevenzione Oncologica, ma afferma chiaramente che la tutela della salute è una responsabilità condivisa e non solo un atto individuale.



L’Evoluzione della Salute sul Lavoro: Da OSH a TWH

Parallelamente all'innovazione normativa italiana, la medicina del lavoro guarda a modelli di prevenzione più ampi e sistemici, come l'Healthy Workplace Model dell’OMS e il Total Worker Health (TWH) del NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health).


Il TWH rappresenta un approccio integrato (Integrated Workplace Health Protection and Promotion - IWHPP) che combina i programmi tradizionali di protezione dalla sicurezza e salute occupazionale (OSH) con i programmi di promozione della salute sul luogo di lavoro (WHP).


Le prove scientifiche supportano questa integrazione perché riconoscono che i fattori di rischio legati al lavoro possono contribuire a problemi di salute precedentemente considerati non correlati all'attività professionale, come disturbi del sonno, depressione e obesità.



L'Effetto Moltiplicatore dei Rischi

I programmi integrati, come il TWH, mirano a mitigare l'effetto moltiplicatore tra job risk e life risk. Questo si verifica quando i rischi professionali interagiscono con stili di vita scorretti (ad esempio, l'esposizione al benzene sommata all'uso di tabacco).


I vantaggi di un programma integrato includono risultati positivi sui cambiamenti negli stili di vita (come la dieta o la sedentarietà) e una maggiore partecipazione dei lavoratori, i quali sono più propensi a modificare i comportamenti rischiosi quando le politiche di sicurezza e promozione della salute sono correlate.



Cosa Cambia con il Nuovo Decreto-Legge 159/2025


L'articolo 17, dedicato alla "Sorveglianza sanitaria e promozione della salute", prevede che i contratti collettivi nazionali possano ora riconoscere ai lavoratori il diritto di accedere agli screening oncologici (mammella, cervice uterina e colon-retto) organizzati dal Servizio sanitario nazionale durante l’orario di lavoro, usufruendo di un permesso retribuito.


Questa norma mira ad abbattere barriere concrete come la mancanza di tempo o il timore di ripercussioni professionali, che spesso portano i lavoratori a rinunciare alla prevenzione gratuita.


Il decreto offre un'opportunità importante anche alle aziende con meno di 10 dipendenti, le quali possono ora stipulare convenzioni con il SSN per garantire ai propri lavoratori controlli medici che prima faticavano a strutturare.


Quali sono gli screening oncologici retribuiti per la diagnosi precoce?


  • Tumore della mammella: 

    Questo screening è fondamentale per la salute femminile, specialmente per le donne in menopausa, sebbene in questa fase della vita le malattie cardiovascolari rappresentino statisticamente una causa di morte superiore anche al cancro al seno.

    Si effettua solitamente tramite una mammografia, un esame radiologico che permette di individuare noduli non ancora palpabili.


  • Tumore della cervice uterina:

    È incluso nei programmi di prevenzione gratuita offerti dal SSN a vaste fasce di popolazione e ora supportati da nuove agevolazioni per i lavoratori.

    Prevede il Pap-test o il test per il DNA dell’HPV, che consistono nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell'utero.


  • Tumore del colon-retto: 

    Rappresenta il terzo pilastro degli screening oncologici come obiettivi prioritari per la sanità pubblica e la prevenzione nei luoghi di lavoro.

    Il test di primo livello è generalmente la ricerca del sangue occulto nelle feci, che consiste nella raccolta domestica di un piccolo campione di feci da consegnare in laboratorio; in caso di positività, si procede solitamente con una colonscopia.


Il Ruolo Strategico del Medico Competente e la Governance

Con l'adozione di questi modelli e con il nuovo quadro legislativo, il ruolo del Medico Competente (MC) si espande. Oltre ai compiti di sorveglianza sanitaria, il MC è chiamato a promuovere attivamente l’adesione agli screening oncologici tra i dipendenti.

Queste iniziative di Prevenzione Oncologica possono essere integrate nei programmi di welfare aziendale.



Conclusioni

La possibilità di accedere agli screening oncologici durante l’orario di lavoro rappresenta un passaggio culturale decisivo: la prevenzione non è più un onere individuale, ma una responsabilità condivisa tra lavoratore, azienda e sistema sanitario.


Questa misura mira a superare barriere come la mancanza di tempo o il timore di ripercussioni professionali, che storicamente hanno mantenuto l'adesione a questi programmi al di sotto degli obiettivi fissati dagli enti italiani ed europei.


L’integrazione tra quadro normativo, modelli come il Total Worker Health e il ruolo attivo del Medico Competente consente di trasformare il tempo dedicato alla salute in un investimento concreto per la sostenibilità organizzativa, la riduzione dei rischi e la tutela della capacità lavorativa nel lungo periodo.


Per garantire il successo e la sostenibilità a lungo termine di questi programmi, è indispensabile una governance partecipativa, che coinvolga la leadership e i lavoratori in ogni fase, dalla pianificazione delle iniziative alla valutazione della bontà delle stesse.


 La tutela della salute, in questa nuova prospettiva, non è vista come tempo "sottratto al lavoro", ma come una risorsa che migliora la produttività e il benessere collettivo.



FAQ – Screening Oncologici Retribuiti e Salute Lavorativa Integrata


Che cosa si intende per screening oncologici retribuiti?

Per screening oncologici retribuiti si intende la possibilità, prevista dal DL 159/2025, di accedere ai programmi di diagnosi precoce organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale durante l’orario di lavoro, usufruendo di un permesso retribuito, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi.


Quali screening oncologici sono interessati dalla nuova normativa?

La misura riguarda gli screening oncologici di sanità pubblica per:

  • tumore della mammella

  • tumore della cervice uterina

  • tumore del colon-retto

Si tratta dei principali programmi di diagnosi precoce promossi dal SSN.


Perché il tempo è una barriera alla prevenzione oncologica?

Molti lavoratori rinunciano agli screening per difficoltà organizzative, mancanza di flessibilità, timore di assenze dal lavoro o ripercussioni professionali. Il riconoscimento dello screening come tempo di lavoro retribuito elimina una delle principali cause di mancata adesione.


Cosa cambia concretamente con il DL 159/2025?

Il decreto introduce un cambio di paradigma: la prevenzione non è più considerata un’attività esterna al lavoro, ma parte integrante della tutela della salute occupazionale. I contratti collettivi possono ora prevedere permessi retribuiti dedicati agli screening oncologici.


Anche le piccole aziende possono aderire a questi programmi?

Sì. Il decreto offre un’opportunità importante anche alle aziende con meno di 10 dipendenti, che possono stipulare convenzioni con il Servizio Sanitario Nazionale per garantire ai lavoratori l’accesso agli screening previsti.


Qual è il ruolo del Medico Competente nella prevenzione oncologica?

Il Medico Competente non si limita alla sorveglianza sanitaria, ma assume un ruolo attivo nella promozione della salute, informando i lavoratori, favorendo l’adesione agli screening e integrando la prevenzione oncologica nei programmi di welfare aziendale.


Che cos’è il modello Total Worker Health (TWH)?

Il Total Worker Health è un approccio integrato che unisce la tutela della sicurezza e salute sul lavoro (OSH) con la promozione della salute (WHP), riconoscendo l’interazione tra rischi lavorativi e stili di vita nella determinazione dello stato di salute.


In che modo gli screening oncologici rientrano nel modello TWH?

Gli screening rappresentano uno strumento chiave di prevenzione primaria e secondaria, capace di ridurre l’effetto moltiplicatore tra rischi professionali e fattori individuali, migliorando benessere, capacità lavorativa e sostenibilità organizzativa.


La prevenzione oncologica migliora anche la produttività?

Sì. La diagnosi precoce riduce assenze prolungate, invalidità e costi sociali. Investire in prevenzione significa tutelare la salute dei lavoratori e rafforzare la resilienza e la produttività dell’azienda nel medio-lungo periodo.


Perché si parla di responsabilità condivisa nella tutela della salute?

Perché la salute non è più vista come una scelta esclusivamente individuale: lavoratori, aziende e sistema sanitario concorrono insieme alla costruzione di ambienti di lavoro sicuri, equi e orientati al benessere lungo tutto l’arco della vita lavorativa.


 

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Fonti:

La diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2024 (fonte: Osservatorio Nazionale Screening) https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/la-diffusione-degli-screening-oncologici-italia-nel-2024
Screening oncologici sul lavoro: un nuovo decreto a favore del diritto alla salute - Gatta R., AIRC Fondazione, 2025.
Programmi Integrati e Complessivi per la Protezione e Promozione della Salute dei Lavoratori - Calicchia S., Bagnato A., Papaleo B., Inail, Edizione 2023.

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