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Medicina del Lavoro - Nuova Convenzione ILO 2025 sui rischi biologici nei luoghi di lavoro

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 21 ago
  • Tempo di lettura: 7 min

Un passo storico per la salute e la sicurezza sul lavoro

Nel giugno 2025, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha adottato la Convenzione n. 192 e la Raccomandazione n. 209, i primi strumenti globali dedicati ai rischi biologici nell’ambiente di lavoro. Questi testi colmano una lacuna normativa durata oltre un secolo, sostituendo la vecchia Raccomandazione sul carbonchio del 1919, noto anche come antrace, una malattia infettiva causata dal batterio Bacillus anthracis.


Banner digitale con sfondo azzurro chiaro, testo in evidenza “Nuova Convenzione ILO 2025 sui rischi biologici nei luoghi di lavoro”, sottotitolo “Un passo storico per la salute e la sicurezza sul lavoro”. Presenti icone scure: simbolo di rischio biologico, figura di lavoratore con casco, e clipboard con segno di spunta. Pulsante blu con scritta “Leggi l’articolo”.
La Convenzione ILO 2025 segna un passo storico: per la prima volta i rischi biologici sul lavoro entrano in una cornice globale di tutela per tutti i lavoratori.

Differenza tra Pericoli e Rischi Biologici sul lavoro

Nel contesto dei pericoli biologici nell'ambiente di lavoro viene sottolineata la differenza tra "pericolo" (hazard) e "rischio" (risk).


Pericolo Biologico ("biological hazard")

Si riferisce a ciò che può causare danno alla salute umana.

  • Specificamente, i "pericoli biologici" includono microrganismi, cellule o colture cellulari, endoparassiti o entità microbiologiche non cellulari (anche geneticamente modificate) e i loro allergeni e tossine associati.

  • Comprendono anche allergeni, tossine e irritanti di origine vegetale o animale che possono causare danni alla salute umana quando l'esposizione è correlata al lavoro.

  • Il danno alla salute umana causato dall'esposizione a pericoli biologici nell'ambiente di lavoro include malattie e infortuni. La Raccomandazione (n. 209) aggiunge dettagli, specificando ad esempio malattie infettive (come brucellosi, epatite virale, tetano, tubercolosi, antrace) e non infettive (sindromi tossiche o infiammatorie).


Rischio Biologico ("biological risk")

Si riferisce alla combinazione della probabilità che si verifichi un evento pericoloso causato dall'esposizione a un pericolo biologico e della gravità dell'infortunio o del danno alla salute delle persone causato da tale evento.


Esempi di vie di esposizione: per inalazione, per ingestione, per via transcutanea.

 

In sintesi, mentre il pericolo è l'agente o la condizione che ha il potenziale di causare danno, il rischio è la valutazione di quanto sia probabile che quel danno si verifichi e di quanto grave possa essere l'esito, tenendo conto dell'esposizione.



Ambito di applicazione: tutti i settori, tutti i lavoratori

La Convenzione 192 si applica a tutti i lavoratori e settori economici, compresi autonomi e categorie vulnerabili (donne in gravidanza, giovani, immunocompromessi). Solo in casi eccezionali gli Stati potranno prevedere esclusioni, sempre previo confronto con le parti sociali.


Politiche nazionali e misure preventive

Ogni Paese firmatario deve:

  • integrare i rischi biologici nelle politiche di salute e sicurezza;

  • predisporre sistemi di allerta e gestione emergenze (focolai, pandemie);

  • promuovere la ricerca e la formazione continua;

  • garantire canali di segnalazione sicuri per i lavoratori.


Sorveglianza sanitaria e raccolta dati

Gli Stati dovranno estendere progressivamente i servizi di salute sul lavoro a tutti i settori, con priorità per gli ambiti ad alto rischio (sanità, agricoltura, gestione rifiuti, laboratori). Inoltre, saranno obbligatorie la segnalazione e la pubblicazione di statistiche disaggregate, per un monitoraggio più accurato.



Risvolti Pratici Per i Datori di Lavoro

  • Ambiente di Lavoro Sicuro: I datori di lavoro devono garantire, per quanto ragionevolmente possibile, che gli ambienti di lavoro sotto il loro controllo siano privi di rischi per la sicurezza e la salute dovuti all'esposizione a pericoli biologici, adottando le misure preventive e protettive appropriate e necessarie.

  • Valutazione e Gestione del Rischio Biologico: Devono adottare misure preventive e protettive basate su una valutazione dei rischi biologici nell'ambiente di lavoro, che deve essere condotta, revisionata e aggiornata regolarmente, consultando i lavoratori e i loro rappresentanti.

  • Eliminazione o Controllo dei Pericoli: Devono prendere tutte le misure ragionevoli e praticabili per eliminare i pericoli biologici o, quando ciò non è possibile, per controllare e minimizzare i rischi ad essi associati, tenendo conto della gerarchia dei controlli.

  • Fornitura di DPI e Formazione: Devono fornire, mantenere e sostituire, gratuitamente per i lavoratori, adeguati dispositivi di protezione individuale (DPI) e fornire la relativa formazione per il loro uso.

  • Sorveglianza e Revisione: Condurre una sorveglianza regolare dell'ambiente di lavoro e della salute dei lavoratori e rivedere periodicamente l'efficacia delle misure preventive e protettive.

  • Misure Precauzionali: Adottare misure precauzionali quando le informazioni disponibili sono insufficienti per valutare adeguatamente i rischi.

  • Informazione e Formazione dei Lavoratori: Fornire informazioni, istruzioni e formazione sui pericoli biologici e sulle misure preventive ai manager, ai supervisori e ai lavoratori, in orario di lavoro retribuito e in linguaggio comprensibile, prima dell'inizio delle mansioni e in caso di cambiamenti.

  • Indagine su Incidenti: Indagare infortuni sul lavoro, malattie professionali e, se del caso, eventi pericolosi legati all'esposizione a pericoli biologici per identificarne le cause e prevenire la ricorrenza, in collaborazione con i comitati di sicurezza e salute sul lavoro o i rappresentanti dei lavoratori.

  • Collaborazione tra Datori di Lavoro: In caso di più datori di lavoro nello stesso luogo di lavoro, devono collaborare per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.

  • Piani di Preparazione e Risposta specifici: I datori di lavoro devono stabilire piani e procedure di preparazione e risposta per incidenti ed emergenze legate ai pericoli biologici, inclusi i focolai di malattie trasmissibili. Questi possono includere la facilitazione di vaccinazioni, immunizzazioni e test per tutti i lavoratori, gratuitamente e su base volontaria.



Risvolti Pratici Per i Lavoratori e i loro Rappresentanti

  • Diritto alla Consultazione: I lavoratori e i loro rappresentanti hanno il diritto di essere consultati sull'identificazione dei pericoli biologici e sulle valutazioni dei rischi condotte dal datore di lavoro o dalle autorità competenti.

  • Diritto all'Informazione e Formazione: Hanno il diritto di ricevere informazioni e formazione sui pericoli e rischi biologici nell'ambiente di lavoro e sulle misure preventive e protettive.

  • Partecipazione: Possono partecipare alle indagini su infortuni e malattie professionali e essere consultati sulle conclusioni.

  • Protezione e Trasferimento: Hanno diritto alla protezione contro qualsiasi discriminazione a causa della contrazione o trasmissione di una malattia causata dall'esposizione a pericoli biologici. In determinate condizioni, possono anche essere trasferiti a un lavoro alternativo su raccomandazione dei servizi di salute occupazionale.

  • Accesso ai Meccanismi di Segnalazione: Hanno il diritto di accesso facile e confidenziale a meccanismi di segnalazione appropriati ed efficaci per segnalare qualsiasi violazione delle leggi nazionali relative all'esposizione ai pericoli biologici, essendo protetti da ritorsioni.

  • Diritto di Allontanamento dal Lavoro in Situazioni di Pericolo Imminente: Hanno il diritto di allontanarsi da una situazione lavorativa senza conseguenze indebite se hanno giustificato motivo di credere che esista un pericolo imminente e grave per la loro vita o salute. Non possono essere richiesti di tornare fino a quando il datore di lavoro non avrà adottato azioni correttive efficaci.

  • Doveri di Conformità e Segnalazione: I lavoratori hanno il dovere di conformarsi alle misure di salute e sicurezza occupazionale, inclusa l'uso corretto dei DPI, e di segnalare prontamente al loro supervisore diretto qualsiasi situazione che ritengono possa causare esposizione a un pericolo biologico o presentare un rischio per la loro sicurezza o salute o quella di altri.



Perché la Convenzione ILO 2025 è cruciale per il futuro del lavoro

Questa nuova cornice normativa non riguarda solo la sicurezza, ma anche la resilienza delle imprese e il benessere psicologico olistico nei luoghi di lavoro. Prevenire i rischi biologici significa proteggere la salute, ma anche garantire continuità aziendale, fiducia tra datore e lavoratori e una cultura organizzativa più responsabile.



Conclusione

La Convenzione ILO 2025 sui rischi biologici stabilisce un quadro completo e vincolante a livello globale per la gestione dei pericoli biologici, che richiede un approccio sistematico basato sulla valutazione del rischio, l'implementazione di misure preventive e protettive, la preparazione alle emergenze, la garanzia dei diritti dei lavoratori e la responsabilità dei datori di lavoro, colmando una lacuna significativa nella legislazione internazionale del lavoro e segnando un punto di svolta per la salute e sicurezza globale.


Ora la sfida è trasformare queste norme in pratiche quotidiane nelle aziende di ogni dimensione.



FAQ – Domande frequenti sulla Convenzione ILO 2025 e i rischi biologici


1. Che cos’è la Convenzione ILO 2025 sui rischi biologici?

È un accordo internazionale che stabilisce regole e standard per proteggere i lavoratori dall’esposizione a rischi biologici, adottato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro nel 2025.


2. A chi si applica la Convenzione?

Si applica a tutti i lavoratori e settori economici, compresi autonomi e categorie vulnerabili, con poche eccezioni da giustificare a livello nazionale.


3. Cosa si intende per “rischio biologico”?

Qualsiasi microrganismo, virus, parassita, tossina o materiale biologico (inclusi DNA/RNA ricombinanti e prioni) che possa danneggiare la salute umana in contesti lavorativi.


4. Quali settori sono maggiormente a rischio?

Sanità, agricoltura, gestione rifiuti, laboratori di ricerca, industria alimentare e servizi ambientali sono tra i più esposti.


5. Quali obblighi hanno i datori di lavoro?

Devono valutare i rischi, fornire DPI gratuiti, garantire formazione, adottare misure preventive, offrire vaccinazioni quando necessarie e gestire emergenze.


6. Quali diritti hanno i lavoratori?

Ricevere informazione e formazione chiare, segnalare pericoli senza ritorsioni, allontanarsi in caso di pericolo grave, accedere a cure e riabilitazione.


7. Qual è il ruolo dello Stato?

Integrare i rischi biologici nelle politiche di salute e sicurezza, predisporre sistemi di allerta, raccogliere dati statistici, favorire ricerca e sorveglianza sanitaria.


8. La Convenzione prevede controlli e sanzioni?

Sì, i Paesi che ratificano devono garantire ispezioni, controlli e un sistema di responsabilità per chi non rispetta le misure previste.


9. In che modo questa Convenzione protegge dal rischio di nuove pandemie?

Stabilisce sistemi di prevenzione, allerta precoce e piani di risposta che riducono la possibilità di focolai incontrollati sul lavoro.


10. Come può un’azienda prepararsi da subito?

Avviando una valutazione dei rischi biologici, aggiornando i protocolli di sicurezza, formando i dipendenti e adottando misure di welfare e sorveglianza sanitaria preventiva.



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Fonti:

Organizzazione Internazionale del Lavoro. Convenzione sui pericoli biologici nell'ambiente di lavoro, 2025 (n. 192). Adottata a Ginevra, 13 giugno 2025.
Organizzazione Internazionale del Lavoro. Raccomandazione sui pericoli biologici nell'ambiente di lavoro, 2025 (n. 209). Adottata a Ginevra, 13 giugno 2025.

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