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Gestione dell’Arresto Cardiaco nei Luoghi di Lavoro: nuove frontiere e linee guida 2026

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 16 mar
  • Tempo di lettura: 4 min

In un contesto professionale moderno, la tutela della salute non si limita alla prevenzione delle malattie professionali croniche, ma deve necessariamente includere la prontezza d'intervento di fronte a eventi acuti e drammatici.


Illustrazione stilizzata di soccorso a un lavoratore in arresto cardiaco sul luogo di lavoro, con  defibrillatore DAE vicino, icona di cuore defibrillato, elettrocardiogramma e icone mediche di sfondo;
Emergenza arresto cardiaco: come affrontarla al meglio sul posto di lavoro? Scopri le nuove linee guida e le pratiche essenziali per la gestione dell'arresto cardiaco nel 2026

L'arresto cardiaco sul lavoro

L’Arresto Cardiaco (AC) rappresenta oggi una delle principali emergenze tempo-dipendenti, costituendo la terza causa di morte in Europa.


Ogni anno, l’incidenza dell’arresto cardiaco extra-ospedaliero varia tra 67 e 170 casi ogni 100.000 abitanti. In Italia, i dati evidenziano circa 55 casi trattati con RCP ogni 100.000 abitanti l'anno, con una sopravvivenza che purtroppo si attesta ancora su livelli contenuti.


Questi numeri sottolineano quanto sia vitale una corretta gestione dell’arresto cardiaco nei luoghi di lavoro, dove la rapidità di intervento può fare la differenza tra la vita e la morte.



Il rischio aziendale e la normativa sulla gestione dell’arresto cardiaco

La medicina del lavoro pone al centro della sua missione la riduzione del rischio.


La gestione dell’arresto cardiaco in ambito lavorativo è stata profondamente influenzata dalla Legge n. 116/2021, che ha promosso la diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE).

Questa normativa chiarisce un punto fondamentale: l’uso del defibrillatore è consentito a chiunque, anche in assenza di una formazione specifica, in caso di sospetto arresto cardiaco.


Il medico competente gioca un ruolo cruciale in questo scenario, non solo nella valutazione dei rischi cardiaci legati alle mansioni, ma anche nel promuovere la sensibilizzazione e la formazione dei lavoratori.


La standardizzazione dei percorsi formativi è essenziale per garantire che la catena della sopravvivenza non si interrompa nei primi, critici minuti.



Riconoscimento dell’arresto cardiaco e primo soccorso in azienda

La gestione dell’arresto cardiaco inizia con un riconoscimento tempestivo.


Secondo le Good Practice Statements (GPS) delle nuove linee guida, occorre sospettare un arresto cardiaco se una persona:

  • ha perso coscienza

  • non risponde a stimoli verbali o fisici

  • presenta una respirazione lenta, irregolare o agonica (gasping)


In presenza di questi segni, le azioni prioritarie devono essere:

  • Allertamento immediato Chiamare il numero unico di emergenza (112 o 118) prima di ogni altra valutazione. L’uso del vivavoce è raccomandato per mantenere le mani libere.

  • Rianimazione cardiopolmonare (RCP) Iniziare le compressioni toraciche il prima possibile.

  • Utilizzo del DAE Applicare il defibrillatore appena disponibile, senza ritardare le manovre salvavita.



Standard tecnici per una rianimazione cardiopolmonare efficace

Per una gestione efficace dell’arresto cardiaco, la qualità delle manovre è determinante.


Le evidenze scientifiche indicano che le compressioni toraciche devono essere eseguite sulla metà inferiore dello sterno.


I parametri tecnici fondamentali sono:

  • Profondità delle compressioni: tra 5 e 6 cm nell’adulto

  • Frequenza: tra 100 e 120 compressioni al minuto

  • Rilascio completo del torace dopo ogni compressione


Le interruzioni devono essere ridotte al minimo, garantendo una frazione di compressione superiore al 60% della durata totale dell’intervento.


Se il soccorritore è formato, il rapporto raccomandato è 30 compressioni e 2 ventilazioni.



Il defibrillatore (DAE) in azienda: visibilità e accesso immediato

Un pilastro della gestione dell’arresto cardiaco nei luoghi di lavoro è la corretta collocazione dei defibrillatori.


Le linee guida indicano che i DAE devono essere facilmente visibili, con cartellonistica standard internazionale (cuore bianco su sfondo verde).


È fondamentale che:

  • le teche non abbiano chiusure che rallentano l’accesso

  • il dispositivo sia rapidamente individuabile

  • la disponibilità sia continuativa


In un’ottica di sicurezza avanzata, l’integrazione con sistemi di geolocalizzazione e app dedicate può facilitare l’individuazione del dispositivo più vicino.



Linee guida 2026: le nuove strategie per la gestione dell’arresto cardiaco

Le Linee Guida 2026 introducono importanti novità per rendere la gestione dell’arresto cardiaco più rapida ed efficace.


Una delle innovazioni principali riguarda la semplificazione della catena dei soccorsi.


Il panel di esperti raccomanda di chiamare immediatamente il numero di emergenza quando si riscontra l’incoscienza, anche prima della valutazione della respirazione.


Questo consente di ricevere istruzioni dal dispatcher attraverso il vivavoce, che diventa una buona pratica standard.


Un’altra novità riguarda l’accessibilità totale dei DAE, che devono essere:

  • disponibili 24 ore su 24

  • facilmente accessibili

  • senza sistemi di chiusura


Le linee guida confermano inoltre che, per i soccorritori non addestrati, la modalità “compression-only” (solo compressioni toraciche) è preferibile rispetto all’assenza di intervento.


Infine, viene introdotto un nuovo elemento: la tutela psicologica dei soccorritori, con raccomandazioni per offrire supporto ai lavoratori che hanno prestato soccorso.


Questo approccio trasforma la gestione dell’arresto cardiaco nei luoghi di lavoro in un sistema di risposta organizzativa resiliente.



Conclusioni: cultura della prevenzione e supporto ai soccorritori

La gestione dell’arresto cardiaco in azienda non termina con l’arrivo dei soccorsi.


La medicina del lavoro deve considerare anche il supporto psicologico ai lavoratori intervenuti, poiché tali eventi possono generare stress emotivo significativo.


Promuovere formazione, accesso ai DAE e protocolli chiari significa costruire un ambiente di lavoro più sicuro e resiliente.


Investire nella preparazione alle emergenze cardiovascolari non è solo un obbligo normativo, ma rappresenta un impegno etico verso la tutela della vita dei lavoratori.



FAQ – Arresto cardiaco e sicurezza nei luoghi di lavoro

Chi può utilizzare un defibrillatore DAE in azienda?

La legge italiana consente l’uso del DAE anche a personale non sanitario, in caso di sospetto arresto cardiaco.


È obbligatorio avere un defibrillatore in azienda?

Non è sempre obbligatorio, ma la diffusione dei DAE è fortemente promossa dalla normativa e dalle linee guida sulla sicurezza.


Qual è la prima azione da compiere in caso di arresto cardiaco?

La prima azione è chiamare immediatamente il 112 o 118 e seguire le indicazioni dell’operatore.


Quanto sono importanti le compressioni toraciche?

Le compressioni sono fondamentali per mantenere la circolazione del sangue fino all’arrivo dei soccorsi.


Cosa significa rianimazione “compression-only”?

È una modalità di RCP con sole compressioni toraciche, raccomandata per i soccorritori non addestrati.


Dove dovrebbe essere posizionato il DAE in azienda?

In luoghi visibili, segnalati e facilmente accessibili, senza ostacoli o sistemi di chiusura.


Il soccorritore può ricevere supporto psicologico dopo l’intervento?

Sì. Le nuove linee guida raccomandano supporto psicologico per i lavoratori coinvolti in eventi traumatici.



“Vuoi approfondire altri aspetti della salute e sicurezza sul lavoro? Scopri gli altri articoli del blog per restare sempre aggiornato sulle migliori strategie di prevenzione e tutela dei lavoratori



Fonti

European Resuscitation Council. Guidelines for Resuscitation
Italian Resuscitation Council. Linee guida RCP e defibrillazione precoce
Legge 4 agosto 2021, n.116 – Diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni.

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