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Pillole Preventive | Freddo al lavoro: vestirsi di più basta davvero?

Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
Pietro Ponzoni
3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Una giacca più pesante può aiutare, ma da sola non basta a prevenire i rischi del lavoro al freddo. Contano anche vento, umidità, durata dell’esposizione e possibilità di recuperare in un ambiente riparato.


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Freddo al lavoro: indumenti adeguati, organizzazione e attenzione ai segnali devono funzionare insieme.

Perché non conta soltanto la temperatura?

La stessa temperatura può comportare condizioni di lavoro diverse. Operare all’aperto sotto la pioggia non equivale a lavorare in un ambiente asciutto e riparato. Anche l’attività svolta e gli indumenti bagnati o sudati cambiano la situazione.


Il problema riguarda anche chi entra in celle o ambienti refrigerati, non soltanto i lavoratori all’aperto.



Cinque controlli prima e durante il turno

Protezione personale e organizzazione del lavoro devono funzionare insieme.


  1. Indumenti adatti al compito. Segui le indicazioni aziendali: gli strati devono proteggere senza limitare i movimenti o interferire con gli altri dispositivi.

  2. Mani e piedi protetti. Utilizza guanti e calzature previsti per l’attività; segnala quando il freddo rende difficili i gesti abituali.

  3. Ricambi asciutti. Verifica la possibilità di sostituire indumenti, guanti o calze bagnati, secondo le procedure aziendali.

  4. Recupero in un luogo riparato. Rispetta le pause e le modalità organizzate per ridurre l’esposizione. Non esiste una durata di pausa uguale per ogni lavoro.

  5. Attenzione ai segnali. Segnala brividi persistenti, intorpidimento o difficoltà a usare le mani, senza aspettare la fine del turno.



L’errore da evitare

Continuare nello stesso modo soltanto perché si indossa un capo in più. L’abbigliamento non sostituisce ripari, gestione dei tempi e valutazione delle condizioni effettive.


Confusione, difficoltà a parlare o marcata perdita di coordinazione dopo esposizione al freddo richiedono l’attivazione dei soccorsi: non vanno trattate come semplice disagio.



Quando parlarne con il Medico Competente?

Quando i disturbi si ripetono o rendono difficile svolgere i compiti. Il Medico Competente, quando previsto, può valutare il rapporto con il lavoro e le eventuali esigenze individuali; l’azienda deve affrontare le condizioni di esposizione, non affidare tutta la prevenzione al singolo lavoratore.


Scopri di più tra rischi e prevenzione: Valutazione dei rischi e ruolo del Medico Competente.


Pietro Ponzoni — Medico del Lavoro e Medico Competente a Verona.


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