top of page

Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA): Guida ai Rischi e alla Prevenzione in Ambito Lavorativo

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 5 mar
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 22 mar

Le Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) rappresentano un rischio significativo in numerosi ambienti di lavoro. Pertanto, è fondamentale comprendere la natura di queste radiazioni, i potenziali danni che possono causare e le misure di prevenzione necessarie per tutelare la salute dei lavoratori.


Le Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) rappresentano un rischio significativo in determinati ambienti di lavoro.
Le Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) rappresentano un rischio significativo in determinati ambienti di lavoro.

Cosa sono le Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)?

Le ROA costituiscono una porzione dello spettro elettromagnetico, comprendente:

  • Radiazioni Ultraviolette (UV)

  • Luce Visibile

  • Radiazioni Infrarosse (IR)

Queste radiazioni possono derivare da sorgenti naturali, come il sole, o da sorgenti artificiali, ovvero dispositivi creati dall'uomo. Le sorgenti artificiali si distinguono in:

  • Coerenti: Principalmente i LASER, che emettono radiazioni in fase tra loro.

  • Non Coerenti: Tutte le altre sorgenti diverse dai laser, come le lampade.


Rischi per la Salute dei Lavoratori

L'esposizione alle ROA può provocare diversi danni alla salute, in particolare a occhi e pelle:

  • Occhi: Fotocongiuntivite, cataratta, danni retinici. La tipologia di danno dipende dalla lunghezza d'onda della radiazione incidente.

  • Pelle: Eritema, invecchiamento precoce, tumori cutanei.

Nel caso specifico delle radiazioni laser, gli effetti biologici dipendono da diversi fattori:

  • Lunghezza d'onda

  • Potenza

  • Tempo di esposizione

  • Tipo di tessuto

I principali effetti biologici includono:

  • Effetto Fototermico: Aumento della temperatura del tessuto, con possibile denaturazione delle proteine, disidratazione e necrosi.

  • Effetto Fotochimico: Interazione della luce con il tessuto o produzione di nuove sostanze tramite reazioni chimiche.

  • Effetto Fotomeccanico: Formazione di onde d'urto che danneggiano i tessuti.

Oltre ai rischi diretti, i laser possono presentare pericoli indiretti, come rischio di incendio, pericolo elettrico e generazione di gas e vapori inalabili.


Misure di Prevenzione e Protezione

Le misure di prevenzione e protezione raccomandate per minimizzare l'esposizione alle Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) si basano su un approccio integrato che include misure tecniche, organizzative e dispositivi di protezione individuale (DPI).


Misure Tecniche:

  • Schermature e barriere fisiche: Utilizzo di schermi realizzati in materiali specifici (plastica, vetro) per contenere la radiazione posti tra la sorgente e l'osservatore. Questi schermi devono essere dimensionati in base alla densità ottica del materiale, alla lunghezza d'onda del laser e al tipo di emissione.

  • Sistemi di sicurezza ingegneristici: Implementazione di dispositivi tecnologici che consentano il funzionamento in condizioni di sicurezza. Ciò include:

    • Interruttore di emergenza: Per spegnere completamente l'apparecchiatura laser in caso di necessità.

    • Comando a chiave: Per impedire l'utilizzo non autorizzato del laser. La chiave deve essere rimossa quando il laser non è in uso.

    • Avvisi acustici o visivi: Segnali sonori e/o visivi che vengono emessi quando la sorgente laser è attivata, specialmente quando il fascio laser è invisibile.

    • Interblocchi: Dispositivi automatici associati a barriere per impedire l'accesso alla radiazione laser quando la barriera viene rimossa o aperta. L'interblocco a distanza è un'altra misura di sicurezza.

    • Tragitto del fascio: Il fascio laser deve essere racchiuso in tubi di protezione e si deve propagare ad un'altezza tale da non essere intercettato dagli occhi dell'operatore. Quando il fascio esce dall'area di lavoro, deve terminare su una superficie che lo assorbe.

    • Zone ad accesso limitato: La definizione di "zone ad accesso limitato", contraddistinte da idonea segnaletica.

    • Posizionamento del laser: Posizionare il laser in modo da ridurre al minimo l'esposizione.

    • Schermatura di finestre e superfici lucide: Trattare o schermare finestre e superfici riflettenti per confinare il fascio laser all'interno del locale ed evitare traiettorie inaspettate.

    • Ventilazione: Utilizzare la ventilazione per ridurre gli effetti lesivi sulla cute.


Misure Organizzative:

  • Valutazione del rischio: Effettuare una corretta valutazione del rischio considerando sia le caratteristiche del laser (classe, parametri prestazionali) sia le caratteristiche dell'ambiente di lavoro e delle procedure operative.

  • Procedure Operative di Sicurezza (POS): Predisporre procedure scritte che descrivano le fasi di lavoro in condizioni di sicurezza individuale e collettiva. Le POS devono essere stabilite in base alle valutazioni di criticità del sistema, delle condizioni di lavoro e delle operazioni da fare e da non fare.

  • Formazione e addestramento: Fornire una formazione adeguata ai lavoratori sull'uso sicuro dei laser e sulla comprensione dei rischi associati. Studi scientifici dimostrano che gran parte degli infortuni sono dovuti a comportamenti insicuri degli operatori a causa della scarsa conoscenza delle apparecchiature.

  • Regolamenti di sicurezza: Redigere un regolamento per l'uso sicuro del laser, che includa le precauzioni necessarie per assicurare che l'esposizione degli addetti sia inferiore ai valori limite.

  • Segnaletica di sicurezza: Utilizzare cartelli di avvertimento e controllo dell'accesso per segnalare la presenza di radiazioni laser e le precauzioni da seguire. Tali zone sono definite Zone Laser Controllate (ZLC). Se all'interno della ZLC è previsto l'uso di protezioni, segnalarlo con apposito cartello. Installare un segnale luminoso all'ingresso della ZLC che avverte dell'erogazione della radiazione laser.

  • Controllo degli accessi: Limitare l'accesso all'ambiente ai soli addetti.

  • Distanza dalla sorgente: Mantenersi a una distanza di sicurezza dalla sorgente di radiazione.

  • Censimento e classificazione: Censire e classificare le sorgenti laser presenti.

  • Verifica di idoneità dei locali: Assicurarsi che i locali in cui si trova il laser siano idonei e soddisfino i requisiti specifici di una Zona Laser Controllata (ZLC).

  • Controllo delle riflessioni: Controllare la presenza di finestre e superfici riflettenti che potrebbero causare fughe di radiazione.

  • Manutenzione regolare: Sottoporre le sorgenti laser a manutenzione regolare e registrata.


Dispositivi di Protezione Individuale (DPI):

  • Protezione oculare: Utilizzare occhiali di protezione specifici per il tipo di laser utilizzato. Gli occhiali devono avere un fattore di attenuazione adeguato (livello di scala compreso tra LB1 e LB10) e una marcatura chiara. È fondamentale che i parametri di dimensionamento degli occhiali concordino con i parametri del laser per cui sono stati progettati.

  • Protezione della cute: Indossare indumenti protettivi (tute, camici, guanti) quando i Valori Limite di Esposizione per la pelle vengono superati. Gli indumenti devono essere termoresistenti e ignifughi in caso di potenziali esposizioni molto energetiche.


Definizione delle aree a rischio:

  • Distanza Nominale di Rischio Oculare (DNRO): Distanza oltre la quale intercettare il fascio con gli occhi non provoca danni.

  • Zona Nominale di Rischio Oculare (ZNRO): Zona all'interno della DNRO in cui si superano i limiti di esposizione. All'interno della ZNRO è obbligatorio indossare i DPI previsti per occhi e cute.

  • Zona Laser Controllata (ZLC): Contiene al suo interno la ZNRO. All'interno della ZLC può esserci l'obbligo di indossare le protezioni previste e osservare le apposite procedure di controllo e sorveglianza.


Sorveglianza Sanitaria

  • Sorveglianza sanitaria obbligatoria: Per i lavoratori esposti a ROA, è prevista la sorveglianza sanitaria ai sensi dell'art. 218 del d.lgs. 81/08.

  • La figura del Medico Competente è fondamentale per la gestione del rischio e la formulazione del giudizio di idoneità.


Conclusioni

La gestione del rischio da Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) richiede un impegno costante e una conoscenza approfondita della materia. Implementare misure di prevenzione efficaci e garantire una sorveglianza sanitaria adeguata sono passi fondamentali per proteggere la salute dei lavoratori esposti a questi rischi.


Fonti:

Portale Agenti Fisici (PAF) - radiazioni ottiche artificiali
SICUREZZA LASER - INAIL 2024
Linee Guida per la sorveglianza sanitaria degli esposti a radiazioni non ionizzanti - Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale, 2003

Commenti


bottom of page