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L'Armonia a Rischio: La Gestione Tecnica e Sanitaria del Rischio Rumore nel Settore della Musica

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 18 nov
  • Tempo di lettura: 7 min

Il Paradosso Acustico nel Settore Musica e Intrattenimento: quando l’Arte diventa Esposizione Professionale al Rumore

Il settore della musica e delle attività ricreative è intrinsecamente legato a livelli sonori elevati, spesso considerati elementi essenziali dello spettacolo.

Dietro la percezione psico-fisica di piacevolezza della musica per l’ascoltatore, si nasconde una realtà lavorativa complessa: l'esposizione professionale al rumore. Il D.Lgs. 81/2008 si applica senza esclusione a tutti i lavoratori, inclusi quelli operanti in questi ambiti, e l'esposizione professionale al rumore non è equiparabile all'esposizione occasionale del pubblico.


Banner con illustrazione stilizzata in colori pastello che rappresenta un lavoratore esposto a rumore, con cuffie antirumore e icone semplificate legate alla sicurezza acustica. A destra il titolo 'L'Armonia a Rischio: La Gestione Tecnica e Sanitaria del Sovraccarico Acustico Professionale' e il pulsante blu 'Leggi l’articolo'.
Esposizione al rumore e salute: scopri come gestire dal punto di vista tecnico e sanitario il sovraccarico acustico professionale.

Affrontare il rischio rumore settore musica significa adottare metodologie tecnico-organizzative e protocolli sanitari specifici, come delineato dalle Linee Guida approvate dalla Commissione Consultiva Permanente per agevolare l’attuazione degli obblighi previsti dal Titolo VIII, Capo II, del D.Lgs. 81/2008.



Rumore e Normativa: cosa prevede il D.Lgs. 81/2008 per il Settore Musica e Attività Ricreative

Il quadro normativo fondamentale in Italia è il D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni. In particolare, il Titolo VIII disciplina la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione agli agenti fisici, con il Capo II dedicato specificamente al rumore.

Riconoscendo la particolarità del settore, l’Articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 ha recepito l’Articolo 14 della Direttiva 2003/10/CE, prevedendo l’adozione di linee guida specifiche per l’applicazione della normativa nei settori della musica e delle attività ricreative.

Vengono presentate le Linee Guida, approvate nel 2012, che ad ora costituiscono il riferimento tecnico-metodologico essenziale per datori di lavoro e professionisti della sicurezza.



Valutazione del Rischio Rumore: lavoratori esposti, metodi e valori di riferimento nel settore musicale

La valutazione del rischio di esposizione a rumore deve essere effettuata dal Datore di Lavoro tramite personale qualificato, in conformità con l’Articolo 190 del D.Lgs. 81/2008.

Tale valutazione è obbligatoria se si superano i valori inferiori di azione (80 dB(A) di LEX e/o 135 dB(C) di LC,picco).

La metodologia si basa su normative tecniche quali la UNI EN ISO 9612:2011 e la UNI 9432:2011.


I lavoratori esposti al rischio rumore settore musica sono numerosi e vari, operanti sia nella produzione di spettacolo dal vivo che in attività ricreative con supporto registrato:


  • Personale Artistico: Musicisti (orchestrali, concertisti, batteristi, strumentisti a fiato), coristi, cantanti, ballerini, Disk Jockey (DJ). Per gli orchestrali, i livelli di esposizione settimanale tipici possono variare (es. da 82 dB per il violoncello a 96 dB per le percussioni). I DJ possono registrare livelli di pressione sonora tra 95 e 105 dB(A).

  • Personale Tecnico: Tecnici audio impianti e assistenti, tecnici delle luci, tecnici del suono, tecnici di effetti speciali, addetti studi di registrazione.

  • Personale di Servizio: Addetti al bar, alla cucina, alla cassa, personale di sala, addetti alla sicurezza.


È fondamentale ricordare che l’esposizione a rumore per i musicisti comprende anche le varie fasi di studio e di prova propedeutiche alla rappresentazione.

L'obiettivo della valutazione è determinare il livello di esposizione personale a rumore (giornaliero o settimanale) di ogni lavoratore, base indispensabile per l'adozione delle corrette misure di tutela.



Misure di Prevenzione nel Settore Musica: strategie tecniche, organizzative e DPI per ridurre il rischio rumore

Le misure di prevenzione e protezione sono descritte nell’Articolo 192 e 194 del D.Lgs. 81/2008. Quando i valori superiori di azione (LEX ≥ 85 dB(A) e/o LCpicco ≥ 137 dB(C)) vengono superati, l'obbligo di riduzione dell’esposizione è inderogabile.


Le strategie si suddividono in interventi tecnici e misure organizzative/protettive:

  1. Interventi Tecnici (Sulla Sorgente e sull'Ambiente):

    1. Riduzione del livello sonoro alla sorgente (es. riducendo l'amplificazione sul palco).

    2. Utilizzo di limitatori del livello sonoro nei sistemi di amplificazione.

    3. Posizionamento e orientamento delle sorgenti per ridurre l’amplificazione verso aree non necessarie (ad esempio, sistemando gli altoparlanti nelle discoteche direttamente sopra la pista da ballo).

    4. Installazione di schermature acustiche (es. pannelli in vetro acrilico trasparente) in prossimità dei musicisti o nelle aree di servizio (bar, cucine).

    5. Correzione acustica degli ambienti (es. aumentare la fonoassorbenza delle sale o migliorare l'isolamento acustico di porte e finestre negli ambienti di servizio).


  1. Misure Organizzative e DPI:

    1. Limitazione del tempo di esposizione e rotazione del personale (soprattutto per il personale di servizio nelle aree più rumorose).

    2. Identificazione e segnalazione delle aree in cui possono essere superati i valori superiori di azione, con divieto di accesso agli operatori sprovvisti di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) adeguati.

    3. Fornitura di DPI dell’udito idonei. Per gli artisti, sono consigliabili inserti auricolari speciali con attenuazione uniforme su tutte le frequenze, che permettono di sentire la musica con caratteristiche naturali. Dispositivi personalizzati e monitor intrauricolari con funzione limitatrice sono soluzioni specifiche.



Sorveglianza Sanitaria nel Rischio Rumore: ruolo del Medico Competente e protocolli specialistici per musicisti e tecnici audio

La sorveglianza sanitaria è un pilastro fondamentale nella gestione del rischio rumore settore musica ed è disciplinata dagli Artt. 41, 185 e 196 del D.Lgs. 81/08. Essa deve essere svolta dal Medico Competente.


L’obbligo di sorveglianza scatta quando l'esposizione eccede i valori superiori di azione (85 dB(A) di LEX e/o 137 dB(C) di LCpicco). La sorveglianza è estesa anche ai lavoratori esposti ai valori inferiori di azione, se richiesta dal lavoratore e ritenuta opportuna dal Medico Competente.

Il Medico Competente è responsabile della redazione della cartella sanitaria e di rischio (Art. 186), nella quale devono essere riportati i valori individuali di esposizione a rumore.


A causa della peculiare importanza della funzione uditiva per le mansioni artistiche e tecniche (musicisti, cantanti, tecnici audio/suono), si possono adottare protocolli di sorveglianza di secondo livello:

  • Frequenza: Indagini audiometriche a cadenza annuale o biennale.

  • Esami: Audiometria tonale per via aerea e ossea, estesa alle alte frequenze, eseguita in modalità clinica e non solo di screening.

  • Ausili Specialistici: Possibile ricorso a specialisti Otorinolaringoiatri, Audiologi-Foniatri o tecnici audiometristi.

  • Requisito Essenziale: Gli esami devono essere pianificati per essere eseguiti nel massimo rispetto possibile del riposo acustico (o prevedendo un controllo a riposo acustico corretto entro l’anno).


Per cantanti e strumentisti a fiato, possono essere necessarie ulteriori indagini come la laringoscopia o la laringostroboscopia, data l’importanza delle strutture laringee, e una valutazione foniatrica per identificare iniziali fenomeni di malmenage vocale correlati anche all'esposizione sonora.



Informazione e Formazione: come costruire consapevolezza e corretto utilizzo dei DPI nel settore musicale

L'Articolo 195 del D.Lgs. 81/2008 impone l'obbligo di informazione e formazione per il personale esposto.

Un programma efficace deve includere: la normativa vigente; i rischi uditivi correlabili e i primi sintomi di lesione uditiva; le modalità lavorative che riducono l’esposizione personale; e, soprattutto, istruzioni adeguate sul corretto uso dei dispositivi di protezione.

Data la complessità dei processi cognitivi legati all'ascolto e all'esecuzione musicale, è cruciale prevedere un congruo periodo di adattamento per l'uso dei DPI (prima durante lo studio, poi durante le prove e infine in corso di spettacolo), per consentire il corretto riadattamento dei processi uditivi.


Conclusione

Per una gestione del rischio rumore orchestrata tra tecnica, organizzazione e tutela sanitaria

La gestione del rischio rumore settore musica è come la partitura di un'orchestra complessa: richiede l'armonizzazione di misure tecniche (gli strumenti), organizzative (i tempi delle prove e degli spettacoli) e sanitarie (la tutela dell'udito dell'esecutore). Solo attraverso un approccio sinergico, basato sulle evidenze scientifiche e sulla rigorosa applicazione del D.Lgs. 81/2008, è possibile garantire la sicurezza del lavoratore senza sacrificare la qualità dello spettacolo.




FAQ – Rischio Rumore nel Settore Musica e Attività Ricreative

1. Il D.Lgs. 81/2008 si applica anche ai musicisti e ai DJ?

Sì. Il D.Lgs. 81/2008 si applica a tutti i lavoratori, senza alcuna esclusione per il settore musicale o ricreativo. L’esposizione professionale al rumore è diversa da quella del pubblico e richiede una gestione specifica.


2. Cosa prevedono le Linee Guida specifiche per il settore musica e intrattenimento?

Le Linee Guida approvate dalla Commissione Consultiva Permanente (2012) forniscono metodologie tecniche, criteri di valutazione, esempi e strumenti operativi per applicare in modo corretto il Titolo VIII, Capo II del D.Lgs. 81/08 in contesti musicali e ricreativi.


3. Quali sono i valori di azione e i limiti da considerare nella valutazione del rischio rumore?

  • Valori inferiori di azione: 80 dB(A) LEX e 135 dB(C) LCpicco

  • Valori superiori di azione: 85 dB(A) LEX e 137 dB(C) LCpicco. Oltre tali soglie scattano obblighi stringenti di prevenzione, DPI e sorveglianza sanitaria.


4. Quali lavoratori sono più esposti al rumore nel settore musicale?

Le categorie più esposte includono:

  • Musicisti orchestrali, concertisti, batteristi, fiati, coristi, cantanti

  • DJ (95–105 dB(A) medi)

  • Tecnici audio, luci, suono, effetti speciali

  • Personale di sala, bar, cucina, cassa, sicurezza

Anche le fasi di studio e prove rientrano nell’esposizione professionale.


5. Come deve essere svolta la valutazione del rischio nel settore musica?

La valutazione deve essere eseguita da tecnici qualificati, secondo le norme UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011, con misurazioni rappresentative delle diverse fasi lavorative (prove, spettacoli, soundcheck, attività di sala).


6. Quali misure tecniche possono ridurre l’esposizione al rumore?

Alcuni interventi consolidati:

  • Riduzione della potenza sonora alla sorgente

  • Limitatori audio

  • Pannelli fonoassorbenti, barriere trasparenti per musicisti

  • Ottimizzazione dell’orientamento degli speaker

  • Correzione acustica degli ambienti


7. Quali strategie organizzative sono consigliate?

  • Rotazione del personale

  • Limitazione del tempo di esposizione

  • Segnalazione delle aree rumorose

  • Accesso consentito solo con DPI idonei


8. Quali DPI sono più adatti ai musicisti?

Per artisti e tecnici si preferiscono:

  • Inserti auricolari a risposta uniforme (flat attenuation)

  • DPI su misura modellati sul condotto uditivo

  • In-ear monitor con limitatore integrato. Sono progettati per proteggere l’udito senza alterare la percezione musicale.


9. Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria?

È obbligatoria quando l’esposizione supera i valori superiori di azione (85 dB(A) LEX).È possibile attivarla anche per esposizioni inferiori, su richiesta del lavoratore e valutazione del Medico Competente.


10. Come si svolge la sorveglianza sanitaria per musicisti e tecnici?

La sorveglianza è personalizzata e può includere:

  • Audiometria tonale (anche alle alte frequenze)

  • Valutazione specialistica ORL/audiologica

  • Periodicità annuale o biennale

  • Rispetto del riposo acustico prima dell’esame. Per cantanti e fiati possono essere necessari approfondimenti foniatrici.


11. I lavoratori devono essere formati sull’uso dei DPI dell’udito?

Sì. La formazione deve coprire:

  • Normativa e rischi uditivi

  • Tecniche operative per ridurre l’esposizione

  • Modalità corrette di inserimento e utilizzo dei DPI

  • Percorso progressivo di adattamento all’ascolto con protezione


12. Come si differenzia il rischio rumore di un musicista da quello del pubblico?

Il pubblico è esposto occasionalmente, mentre il musicista o il tecnico è esposto professionalmente, con frequenza e durate elevate. Per questo la normativa riconosce la particolarità del settore e richiede valutazioni e tutele specifiche.


13. Cosa deve contenere la cartella sanitaria per lavoratori esposti a rumore?

La cartella (Art. 186 D.Lgs. 81/08) deve riportare:

  • Esposizioni individuali LEX e LCpicco

  • Esiti degli accertamenti audiometrici

  • Eventuali prescrizioni o limitazioni

  • Indicatori di eventuali variazioni soglia uditiva nel tempo


14. Esistono misure preventive specifiche per evitare danni vocali nei cantanti?

Sì:

  • Visita foniatrica e ORL periodica

  • Laringoscopia/laringostroboscopia quando indicata

  • Educazione al riscaldamento vocale

  • Gestione dei carichi fonatori correlati al rumore ambientale


15. Come può un locale di intrattenimento dimostrare di aver applicato correttamente la normativa?

Attraverso:

  • DVR aggiornato con misurazioni fonometriche

  • Piano di prevenzione e DPI forniti

  • Registro della formazione

  • Sorveglianza sanitaria attiva

  • Registro di manutenzione e controllo degli impianti audio



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Fonti:

"Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell’articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 s.m.i.". - approvato dalla Commissione consultiva permanente per la sicurezza e la salute sul lavoro nella seduta del 7 marzo 2012.

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