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Valutazione del Rischio Biologico in Ospedale con il Metodo BIO-RITMO INAIL 2025

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 11 ott
  • Tempo di lettura: 9 min

Cos’è il Rischio Biologico negli Ambienti Sanitari?

Gli ambienti ospedalieri e sanitari rappresentano contesti lavorativi altamente complessi, caratterizzati dalla concomitanza di numerosi fattori di rischio professionali, tra cui spiccano l’esposizione ad agenti biologici, i disturbi muscolo-scheletrici, i rischi psico-sociali e l'uso di sostanze chimiche. Tuttavia, il Rischio Biologico è senza dubbio uno dei più rilevanti.


L'attività sanitaria, infatti, può comportare l’esposizione ad una molteplicità di agenti biologici, una minima parte dei quali è inclusa nell’allegato XLVI del D.lgs. n. 81/2008.


Per affrontare la complessità intrinseca di questo pericolo – data, ad esempio, dall'indisponibilità di relazioni dose-effetto e dall’interazione tra agente, ospite e ambiente – l'Inail e l’Agenzia Regionale per l’Ambiente Ligure (Arpa) hanno elaborato e validato la metodologia BIO-RITMO, uno strumento fondamentale per una valutazione omogenea e oggettiva in ottica di miglioramento continuo.



Banner informativo in stile illustrato e colori pastello, con un operatore sanitario che indossa mascherina e divisa, tiene una cartella clinica e si affianca a icone semplificate di virus, simbolo biohazard, scudo medico e punto esclamativo. Titolo: “Rischio Biologico con il Metodo BIO-RITMO INAIL 2025: Valutazione Oggettiva e Strategie di Prevenzione in Ambito Ospedaliero”. Pulsante blu con la scritta “Leggi l’articolo” E LOGO PIETRO PONZONI - MEDICINA DEL LAVORO
Un approccio scientifico, validato e condiviso per valutare il rischio biologico negli ospedali: scopri il metodo BIO-RITMO e i vantaggi della sua applicazione

Normativa sul Rischio Biologico: Obblighi e Responsabilità secondo il D.Lgs. 81/2008

La normativa di riferimento per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è il d.lgs. n. 81/2008.

Nello specifico, il Titolo X concerne l’esposizione agli agenti biologici, prevedendo per il datore di lavoro l’obbligo di considerare tutte le informazioni disponibili relative alle caratteristiche degli agenti e alle modalità di lavoro per attuare le misure di prevenzione e protezione idonee.


Principali Vie di Esposizione al Rischio Biologico per il Personale Sanitario

Nelle strutture ospedaliere, gli agenti biologici non costituiscono la materia prima deliberatamente utilizzata ma rappresentano una esposizione potenziale. Il personale sanitario può entrare in contatto con diverse fonti di pericolo, tra cui pazienti, fluidi biologici, reperti anatomici, strumenti taglienti o aghi, rifiuti e dispositivi medici.


Le vie di trasmissione delle infezioni occupazionali sono variegate e includono:

  • Contatto diretto con pazienti o superfici contaminate (es. scabbia, tigna).

  • Via aerea (inalazione di droplet, es. SARS-CoV-2, tubercolosi), veicolati anche dagli impianti aeraulici.

  • Via ematica, attraverso punture d’ago o tagli con oggetti contaminati da sangue infetto (es. epatite B, C, HIV).


Un rischio particolarmente grave è quello correlato alle ferite da aghi o altri strumenti taglienti o acuminati. A questo fenomeno il d.lgs. n. 81/2008 dedica l’intero Titolo X-bis, che si applica a tutti i lavoratori che operano in luoghi interessati da attività sanitarie.

È stimato che l'effettuazione di iniezioni, prelievi di sangue o l’errata procedura di reincappucciamento degli aghi siano collegate a una quota significativa degli infortuni.

Secondo i dati dell’Agenzia Europea per la sicurezza e salute sul lavoro (EU-OSHA):

  • Il 22% degli infortuni registrati in ambito sanitario nel 2014 e nel 2019 è collegato all’effettuazione di iniezioni intramuscolari o sottocutanee.

  • Il 20% degli infortuni è collegato ai prelievi di sangue.

  • Il 30% degli infortuni è collegato all’errata procedura di reincappucciamento degli aghi.



Metodo BIO-RITMO INAIL: Guida alla Valutazione Oggettiva del Rischio Biologico

Per superare la difformità nella valutazione e la limitata comparabilità dei risultati tra strutture omologhe, il metodo BIO-RITMO si propone come metodologia di riferimento uniforme.

Si tratta di una valutazione semi-quantitativa basata sulla matrice dei rischi:

R = P × D

dove R è il livello di rischio, P è la probabilità che si verifichi un evento dannoso, e D è il danno conseguente.


Come si Calcola il Danno (Fattore D) nel Metodo BIO-RITMO

Il valore di D (Danno) è desumibile dal gruppo di pericolosità a cui appartiene l’agente biologico potenzialmente presente (Allegato XLVI d.lgs. 81/2008). A titolo cautelativo, se più agenti sono associati alla stessa fonte di rischio, si considera il valore di pericolosità più elevato. Negli scenari ospedalieri complessi, come quelli valutati nella sperimentazione Inail, è stato considerato che, per tutte le possibili vie di trasmissione, potrebbe essere presente almeno un agente appartenente al gruppo di pericolosità 3.


Probabilità e Contaminazione: Fattori P e C nella Valutazione del Rischio

La Probabilità (P) è influenzata sia dal rischio intrinseco (contaminazione presunta) sia dall'organizzazione del lavoro.


La formula algoritmica di BIO-RITMO per il calcolo del rischio è:


ALGORITMO BIO RITMO INAIL 2025

Il fattore C (Contaminazione presunta) esprime la carica microbica totale che si potrebbe rilevare sulla fonte di rischio (classificata da 1 'molto bassa' a 4 'alta').

Nei contesti a più alto Rischio Biologico, come le sale operatorie o l’Emergency Room del Pronto Soccorso, il valore di C è stato stimato massimo (C=4) a causa dell’esposizione a elevate quantità di fluidi biologici e della natura invasiva o urgente degli interventi.

Fattori Organizzativi (F1-F6): Prevenzione e Gestione del Rischio Biologico

L’organizzazione del lavoro è cruciale per ridurre la probabilità di trasmissione. Il metodo BIO-RITMO valuta sei fattori (F1-F6), ciascuno quantificato con un valore da 0 (adeguato) a 1 (non adeguato), che indicano il livello di protezione realizzata. I valori di F=1 evidenziano le criticità su cui intervenire con priorità.


I fattori Fi​ includono:

  • F1 - Quantità: Misura la quantità di fonte di rischio (pazienti o campioni) con cui l'operatore entra in contatto nell'arco di 24 ore.


  • F2 - Frequenza: Misura il numero di contatti a rischio biologico o di attività a rischio nell'unità di tempo (es. pratiche mediche invasive).


  • F3 - Caratteristiche Strutturali: Valuta l’adeguatezza dell’ambiente (es. pavimenti lavabili, ricambio d'aria, manutenzione impianti aeraulici, segnaletica).


  • F4 - Procedure Operative: Fondamentale per la gestione in sicurezza. Verifica l'adeguatezza delle procedure scritte adottate (es. Igiene delle Mani, Gestione dei rifiuti sanitari, Gestione dei dispositivi medici taglienti o acuminati).


  • F5 - DPI/DPC: Valuta la disponibilità e il corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI, come guanti e schermi facciali) e Collettiva (DPC, come cappe a flusso laminare). La carenza di un DPC necessario comporta l'assegnazione del valore massimo (F5=1).


  • F6 - Formazione, Informazione, Addestramento: La formazione sul Rischio Biologico deve essere specifica e aggiornata (per legge è previsto l’aggiornamento ogni 5 anni per questo rischio).



Il Ruolo del Medico Competente nella Prevenzione del Rischio Biologico

La tutela della salute degli operatori sanitari, che sono a maggior rischio di esposizione rispetto alla popolazione generale, deve essere garantita da un’accurata sorveglianza sanitaria da parte del Servizio del Medico Competente.

L'applicazione di metodi oggettivi come BIO-RITMO trasforma la valutazione del rischio da esercizio astratto a strumento pratico

Il Medico Competente, grazie alla stratificazione del rischio fornita dall'algoritmo, può:


  1. Personalizzare i protocolli sanitari: Adattando la tipologia e la frequenza degli accertamenti in base al livello di rischio specifico del reparto (ad esempio, rafforzando i controlli nelle unità di malattie infettive).


  2. Programmare campagne vaccinali mirate: L'identificazione precisa degli agenti biologici e delle attività a rischio consente di evitare azioni generiche, ottimizzando la protezione. La vaccinazione è un mezzo molto efficace nella prevenzione.


  3. Agire con maggiore consapevolezza: Lo strumento supporta la gestione multidisciplinare del Rischio Biologico, concentrando le risorse dove sono più necessarie.


L’esperienza dimostra che, anche in ambienti ad alto carico di lavoro (elevati F1 e F2), un buon livello di gestione (bassi F3-F6) può mantenere il rischio entro fasce contenute (ad esempio, rischio MEDIO, come riscontrato in generale nella sperimentazione Inail). La tempestiva individuazione delle criticità (F=1) permette di definire un piano di interventi migliorativi secondo una scala di priorità.



Benefici dell’Applicazione del Metodo BIO-RITMO nella Sanità

L'implementazione del metodo BIO-RITMO su scala nazionale nel settore sanitario, come auspicato e supportato dai risultati della sperimentazione, permetterebbe diversi miglioramenti pratici e strategici nella gestione del Rischio Biologico. Tali benefici sono principalmente legati alla standardizzazione e all'oggettività della valutazione.


I principali miglioramenti attesi includono:


1. Uniformità e Comparabilità delle Valutazioni

L'obiettivo fondamentale del metodo BIO-RITMO è fornire uno strumento omogeneo, agevole e obiettivo per la valutazione dei rischi professionali. L'adozione su scala nazionale di criteri comuni e confrontabili tra le diverse strutture sanitarie è un risultato tangibile atteso.

Superamento della Soggettività: L'implementazione diffusa supererà la difformità nella procedura di valutazione del rischio e la limitata possibilità di comparazione dei risultati tra strutture omologhe/servizi sanitari, problematiche evidenti nei metodi precedentemente adottati (spesso basati su considerazioni soggettive).

Creazione di Banche Dati Omogenee: La standardizzazione consentirà di disporre di banche dati omogenee che facilitano l’approfondimento del rischio biologico e l’analisi della casistica degli infortuni a scopo preventivo.

Monitoraggio Oggettivo: Sarà possibile valutare, su base oggettiva, il miglioramento delle condizioni di rischio e l'efficacia degli interventi di prevenzione e protezione adottati, monitorando l’andamento nel tempo dei fattori F.


2. Ottimizzazione della Sorveglianza Sanitaria

L'uso dell'algoritmo BIO-RITMO permette una stratificazione precisa del rischio, con importanti ricadute sui protocolli sanitari:

Personalizzazione dei Protocolli: Grazie alla stratificazione del rischio, sarà possibile distinguere più chiaramente tra i vari gruppi di lavoratori esposti a diversi livelli di Rischio Biologico. Ciò permette di personalizzare i protocolli di sorveglianza sanitaria, adattando la tipologia e la frequenza degli accertamenti in base al contesto specifico, evitando un approccio uniforme o burocratico.

Programmazione Vaccinale Mirata: L'identificazione precisa degli agenti biologici e delle attività a rischio consentirà di disegnare campagne di vaccinazione più mirate, evitando azioni generiche e potenzialmente inutili.


3. Miglioramento della Prevenzione e Pianificazione Strategica

Il metodo scientifico fornito da BIO-RITMO supporta il datore di lavoro e il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) nell'attuare misure più efficaci.

Identificazione Mirata delle Criticità: Il metodo aiuta a trasformare la valutazione da esercizio astratto a strumento pratico. L'algoritmo consente di "pesare" il contributo di ciascun fattore (F) sul livello di rischio finale. In particolare, l'identificazione di fattori F con valore pari a 1 evidenzia le criticità specifiche nella gestione del rischio (come procedure inadeguate o carenza di DPI/DPC) su cui intervenire con priorità.

Pianificazione degli Interventi: I risultati ottenuti permettono di definire un piano di interventi migliorativi e/o correttivi da attuare secondo una scala di priorità.


4. Sviluppo di Strumenti di Supporto (ICT e Formazione)

Per sostenere l'adozione nazionale, sono attesi progressi nell'integrazione di strumenti e nella diffusione della conoscenza:

Strumenti Informatici Integrati: L'adozione di strumenti informatici integrati e interoperabili, come un software gestionale unificato che permetta di raccogliere i dati in modo sistematico, è considerata indispensabile. Questo trasformerà i dati in indicatori utili per prevenzione e pianificazione sanitaria.

Formazione di Qualità: È atteso un investimento in formazione di qualità, specifica per il personale sanitario, che sia contestualizzata e aggiornata. La formazione ECM dedicata al metodo BIO-RITMO rappresenterebbe una grande opportunità per diffondere una cultura del rischio più consapevole e condivisa, basata su dati concreti e strumenti validati.

In sintesi, l'implementazione su scala nazionale mira a rendere la valutazione del Rischio Biologico un processo scientificamente affidabile, consentendo ai professionisti della prevenzione, inclusi i Medici Competenti,



Conclusioni

Il metodo BIO-RITMO Validata per il contesto ospedaliero, frutto della collaborazione tra Inail e diverse Aziende sanitarie, rappresenta un punto di svolta, rispondendo all'esigenza di disporre di un iter valutativo uniforme e di uno strumento semplice per adempiere agli obblighi normativi in tema di Rischio Biologico professionale.

L'algoritmo che quantifica il rischio non è solo un modello teorico, ma una risorsa utile ai professionisti della prevenzione e al Medico Competente per agire con maggiore consapevolezza e partecipare attivamente alla gestione multidisciplinare del rischio, creando un ambiente di lavoro più sicuro, equo ed efficiente.



Domande Frequenti (FAQ) sul Metodo BIO-RITMO e la Valutazione del Rischio Biologico


1. Che cos’è il metodo BIO-RITMO?

BIO-RITMO è una metodologia semi-quantitativa elaborata e validata dall’Inail per valutare in modo oggettivo e omogeneo il Rischio Biologico negli ambienti sanitari. Si basa su un algoritmo che tiene conto della probabilità (P) e del danno (D) secondo la formula R = P × D, integrata da fattori organizzativi (F1-F6).


2. Perché il Rischio Biologico è così rilevante nel contesto sanitario?

Gli operatori sanitari sono esposti a numerose fonti potenziali di contagio (pazienti, fluidi biologici, strumenti taglienti, rifiuti). Le infezioni occupazionali possono trasmettersi per via ematica, aerea o da contatto diretto, rendendo questo rischio tra i più significativi del settore.


3. Qual è il quadro normativo di riferimento?

Il D.Lgs. 81/2008 regola la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Titolo X disciplina l’esposizione ad agenti biologici, mentre il Titolo X-bis è dedicato specificamente alla prevenzione delle ferite da aghi e strumenti taglienti nel settore sanitario.


4. In cosa consiste la novità del metodo BIO-RITMO rispetto alle precedenti valutazioni?

BIO-RITMO standardizza il processo di valutazione, superando la soggettività tipica dei metodi tradizionali. Permette di confrontare in modo omogeneo i risultati tra strutture sanitarie diverse e di individuare rapidamente le criticità organizzative su cui intervenire.


5. Come vengono calcolati i fattori F nel metodo BIO-RITMO?

I fattori F1-F6 analizzano diversi aspetti organizzativi e gestionali:

  • F1: quantità di fonti di rischio;

  • F2: frequenza dei contatti a rischio;

  • F3: caratteristiche strutturali;

  • F4: procedure operative;

  • F5: disponibilità e uso dei DPI/DPC;

  • F6: formazione e addestramento del personale.Un valore di F=1 indica una criticità da correggere con priorità.


6. Qual è il ruolo del Medico Competente nella gestione del Rischio Biologico?

Il Medico Competente utilizza i risultati dell’analisi BIO-RITMO per personalizzare i protocolli sanitari, pianificare campagne vaccinali mirate e monitorare l’efficacia delle misure preventive. L’approccio oggettivo consente una sorveglianza sanitaria più mirata ed efficace.


7. Quali vantaggi pratici comporta l’adozione del metodo BIO-RITMO?

Tra i principali benefici:

  • Uniformità nazionale nella valutazione del rischio;

  • Comparabilità dei dati tra strutture;

  • Ottimizzazione della sorveglianza sanitaria;

  • Identificazione immediata delle criticità;

  • Pianificazione strategica degli interventi migliorativi.


8. BIO-RITMO può essere applicato anche fuori dall’ambito ospedaliero?

Sì. Pur essendo stato validato principalmente per il contesto ospedaliero, il metodo BIO-RITMO può essere adattato anche ad altri contesti sanitari o assistenziali dove il rischio biologico è significativo, previa taratura dei parametri in base alle specifiche attività.


9. In che modo BIO-RITMO supporta la formazione e la cultura della prevenzione?

L’adozione del metodo incoraggia una formazione continua e basata su dati oggettivi. La creazione di banche dati omogenee e l’uso di strumenti informatici integrati consentono di trasformare i dati raccolti in indicatori utili per la prevenzione e la pianificazione sanitaria.


10. Quali sono le prospettive future per il metodo BIO-RITMO?

L’obiettivo è una diffusione su scala nazionale, accompagnata da:

  • sviluppo di software dedicati per la gestione dei dati;

  • formazione ECM specifica sul metodo;

  • creazione di una rete informativa integrata tra Inail e strutture sanitarie.In questo modo, la valutazione del rischio diventa uno strumento scientificamente affidabile e condiviso a supporto della sicurezza dei lavoratori.


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Fonti:

BIO-RITMO OSPEDALI - Metodologia per la valutazione del rischio biologico - INAIL 2025

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