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Prevenire il Burnout: Guida per Aziende e Lavoratori

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 26 mar
  • Tempo di lettura: 4 min

Benvenuti nel blog dedicato alla medicina del lavoro e al benessere dei lavoratori. Oggi affrontiamo un tema di crescente rilevanza nel contesto lavorativo moderno: il burnout.

Il burnout, può essere definito come una conseguenza di una prolungata esposizione a fattori di stress lavoro-correlato non gestiti efficacemente. Le indicazioni normative e scientifiche degli ultimi anni evidenziano la necessità di una prospettiva ampia per prevenire il Burnout, che tenga conto non solo di nuovi fattori di rischio (come il telelavoro) ma anche della dimensione individuale.

Work-Life Balance: un equilibrio fondamentale per il benessere personale e la produttività
Work-Life Balance: un equilibrio fondamentale per il benessere personale e la produttività

Work-Life Balance: Equilibrio tra Lavoro e Vita Privata

Uno degli aspetti presi in considerazione nell'analisi dei rischi psicosociali è l'equilibrio tra lavoro e vita privata.

La difficoltà nel mantenere questo equilibrio è stata particolarmente sentita con la diffusione del lavoro agile negli scorsi anni. Tra i fattori di stress legati al lavoro agile emersi durante la pandemia e non solo, si annoverano i problemi di conciliazione vita-lavoro. Anche il rientro coatto al lavoro in presenza, quando il lavoro agile si era dimostrato proficuo, ha determinato una riprogettazione della conciliazione vita-lavoro per i lavoratori .

Per contrastare gli effetti del carico di lavoro mentale, che possono portare a fatica mentale, monotonia, ridotta vigilanza e saturazione mentale, si possono effettuare interventi di miglioramento che riguardano, tra le altre cose, i dispositivi di conciliazione vita-lavoro.

Pertanto l'equilibrio tra lavoro e vita privata è un elemento cruciale nel contesto dei rischi psicosociali e della prevenzione dei problemi di salute da essi causati.


Come prevenire il Burnout: un Approccio proattivo

La prevenzione del burnout passa attraverso una gestione globale dei rischi psicosociali sul luogo di lavoro. Questo approccio, come indicato da tempo dall'ergonomia e dalle norme tecniche, mira a intervenire direttamente sulle condizioni di lavoro e sugli ambienti.


Ecco alcune strategie chiave per la prevenzione:

  • Valutazione dei Rischi Psicosociali: L'obbligo di valutare il rischio da stress lavoro correlato è in vigore in Italia dal 2010. Questa valutazione dovrebbe evolvere verso un'analisi più ampia dei fattori di rischio psicosociale, considerando gli aspetti di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro, nonché i contesti ambientali e sociali. La valutazione dovrebbe essere un processo continuo e tenere conto dei cambiamenti organizzativi e sociali, come quelli introdotti dalla pandemia.


  • Interventi Organizzativi: La prevenzione dovrebbe focalizzarsi su misure di gestione e comunicazione, sulla formazione di dirigenti e lavoratori, e sull'informazione e consultazione dei lavoratori. È fondamentale intervenire sulle fonti del rischio attraverso azioni correttive di tipo organizzativo.

    • Definizione chiara di ruoli e aspettative.

    • Controllo sul lavoro e autonomia.

    • Gestione del carico e del ritmo di lavoro.

    • Equilibrio tra lavoro e vita privata.

    • Prevenzione di molestie e violenze sul lavoro. L'Italia ha ratificato la convenzione ILO che include la violenza e le molestie nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

    • Gestione efficace del cambiamento organizzativo. L'adozione di una checklist per l'analisi dei cambiamenti organizzativi può supportare un'analisi qualitativa e la definizione di azioni di miglioramento.

    • Considerazione dell'impatto del lavoro agile e dell'uso della tecnologia (tecnostress). È importante valutare la tolleranza all'uso delle nuove tecnologie e all'accelerazione dei cambiamenti nell'esecuzione del lavoro.


  • Promozione di una Cultura del Benessere: È necessaria una cultura del benessere da parte delle aziende che valorizzi il contributo interdisciplinare (psicologi, ergonomi...). Questo include la sensibilizzazione ai rischi psicosociali e la valorizzazione delle competenze interne.


  • Ascolto Attivo e Partecipazione: Promuovere l'«ascolto attivo» del sistema lavorativo aziendale e istituzionale e la partecipazione informata e formata di lavoratori e RLS è cruciale. La valutazione approfondita del rischio stress lavoro correlato è una strategia di coinvolgimento dei lavoratori nell'identificazione delle condizioni di stress.


  • Competenze Organizzative: È importante promuovere le competenze organizzative delle figure interne al sistema di prevenzione d’impresa.


  • Interventi Formativi: La formazione per la prevenzione del rischio stress al lavoro non riguarda solo l'incremento di conoscenze tecniche, ma anche lo sviluppo di competenze trasversali come la gestione delle persone, la comunicazione, il coinvolgimento e lo sviluppo di autonomia.


Come Gestire il Burnout: un Approccio di Supporto

Quando il burnout si manifesta, è fondamentale adottare un approccio di supporto che miri a ridurre o contenere gli effetti negativi sulla salute e a facilitare il ritorno alle piene funzionalità sociali e lavorative.


Le strategie di gestione possono includere:

  • Identificazione Precoce: È importante essere in grado di riconoscere i segnali precoci di burnout, sia a livello individuale che di gruppo. Gli strumenti di valutazione, sia qualitativi (focus group, interviste) che quantitativi (checklist, questionari), possono aiutare a far emergere le problematiche.


  • Interventi Individuali e Collettivi: Una volta identificate le criticità, è necessario definire interventi e azioni correttive adatte. Sebbene spesso l'enfasi sia posta su misure individuali (come percorsi formativi sulla resilienza o sportelli di ascolto), è cruciale intervenire anche a livello organizzativo sulle fonti di stress.


  • Supporto Psicologico: L'attivazione di sportelli di ascolto, counseling o l'identificazione di figure di riferimento interne all'azienda può fornire un supporto importante ai lavoratori che manifestano sintomi di burnout. In caso di assenza di figure interne esperte (come psicologi del lavoro), è necessario avvalersi di consulenti esterni.


  • Ruolo del Medico Competente: Il medico competente svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio degli effetti dello stress sull'organizzazione e sul singolo. Il dialogo con i lavoratori durante la sorveglianza sanitaria può contribuire all'identificazione precoce di situazioni di disagio.


  • Il Tecnostress: Per la gestione del tecnostress, possono essere implementati interventi a diversi livelli:

    • Prevenzione primaria: formazione, definizione di codici di comportamento digitale, adeguamento degli strumenti tecnologici.

    • Prevenzione secondaria: sensibilizzazione sugli effetti del tecnostress.

    • Prevenzione terziaria: centri/sportelli d'ascolto, identificazione di figure di riferimento per il cyberbullismo.


  • Facilitare il Rientro al Lavoro: Per i lavoratori che si sono allontanati dal lavoro a causa del burnout, è importante prevedere modalità di rientro supportate e graduali.


Conclusioni

In conclusione, la gestione del burnout richiede un approccio integrato che coinvolga la direzione aziendale, i responsabili della prevenzione, i rappresentanti dei lavoratori e i professionisti della salute. Solo attraverso un impegno costante nella valutazione, prevenzione e gestione dei rischi psicosociali è possibile promuovere un ambiente di lavoro sano e sostenibile per tutti.

Fonti:

"Dallo stress lavoro correlato alla prevenzione dei rischi psicosociali" - Gruppo di Lavoro CIIP “Stress lavoro-correlato” 2023


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