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Primo Maggio e Medicina del Lavoro: Dalla Lotta per le Otto Ore alla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 1 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 4 mag

Ogni anno il Primo Maggio non è solo una giornata di festa, ma un’occasione per riflettere sul legame profondo tra diritti dei lavoratori, sicurezza nei luoghi di lavoro e medicina del lavoro. Dalle prime battaglie per l’orario equo fino alle attuali sfide legate alla salute occupazionale, questa data simbolica ci ricorda che il benessere di chi lavora è una conquista continua.

Scopri come la storia del Primo Maggio si intreccia oggi con il ruolo fondamentale del medico del lavoro, figura chiave per la prevenzione delle malattie professionali e la tutela della salute nei luoghi di lavoro.

L'immagine celebra il Primo Maggio (Festa del Lavoro) in Italia e mostra quattro persone che rappresentano diverse professioni: un operaio edile con una pala, una dottoressa o infermiera con una mascherina e uno stetoscopio, un altro operaio con una salopette e una donna in giacca e cravatta con un casco da cantiere e una cartella. In alto a sinistra si legge "PRIMO MAGGIO" e a destra il numero "1" con
l Primo Maggio celebra la storia dei diritti dei lavoratori e il ruolo fondamentale della medicina del lavoro nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La scelta del Primo Maggio - le Origini

Il Primo Maggio è una data simbolica celebrata in molti paesi del mondo, nata dalle storiche lotte operaie per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Il principio delle “otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire”, nato in Australia nel 1855, divenne presto il fulcro delle rivendicazioni sindacali internazionali.

Nel 1866, la Prima Internazionale propose per la prima volta il limite legale di otto ore di lavoro. In quello stesso anno, lo Stato dell’Illinois approvò una legge in tal senso, con entrata in vigore fissata per il 1° maggio 1867. A Chicago, in quella data, si tenne una manifestazione con oltre diecimila partecipanti.

La scelta del 1° maggio come Giornata Internazionale dei Lavoratori fu sancita al Congresso di Parigi del 1889, in ricordo della grande manifestazione operaia del 1886 a Chicago e dei drammatici eventi che seguirono, culminati nella rivolta di Haymarket e nella condanna di otto sindacalisti, i cosiddetti martiri di Chicago.


Il Primo Maggio in Italia

Anche in Italia il Primo Maggio ha radici profonde. Le prime manifestazioni si svolsero a Torino nel 1890. Nonostante i divieti governativi, la partecipazione fu massiccia e segnò una svolta nella mobilitazione dei lavoratori italiani. L’evento fu riconosciuto ufficialmente nel 1891 dalla Seconda Internazionale.

Nel 1919, fu siglato l’accordo che stabiliva l’orario di lavoro a otto ore giornaliere e 48 settimanali. Durante il fascismo, la festa fu spostata al 21 aprile, ma nel dopoguerra, nel 1946, tornò ufficialmente al 1° maggio. Dal 1949 è considerata festività civile in Italia.


Dalla Riduzione dell'Orario alla Sicurezza sul Lavoro

La stretta relazione tra Primo Maggio e Medicina del Lavoro non è solo memoria storica, ma si un'occasione importante per porre al centro dell'attenzione temi attuali come la salute nei luoghi di lavoro, la prevenzione delle malattie professionali e la promozione del benessere lavorativo. Ed è qui che entra in campo la medicina del lavoro.


Il Ruolo Fondamentale del Medico del Lavoro

La medicina del lavoro è una branca della medicina dedicata alla salute e sicurezza dei lavoratori. Il medico del lavoro ha il compito di tutelare la salute delle persone nei luoghi di lavoro, perseguendo due obiettivi principali:

  • la prevenzione delle malattie professionali

  • la promozione della salute nei luoghi di lavoro


Attività principali della medicina del lavoro:

  • Consulenza al datore di lavoro su tutti gli aspetti legati alla salute e alla sicurezza.

  • Collaborazione nella valutazione dei rischi lavorativi.

  • Formazione e informazione per aumentare la consapevolezza sui rischi e sulle misure preventive.

  • Sorveglianza sanitaria: valutazione dell’idoneità del lavoratore rispetto ai rischi presenti nell’ambiente di lavoro.


Malattie professionali e patologie lavoro-correlate

A differenza degli infortuni sul lavoro, che sono eventi acuti, le malattie professionali derivano da esposizioni prolungate a fattori di rischio. In Italia – e in regioni industrializzate come il Veneto – le patologie più diffuse sono quelle muscolo-scheletriche e neurologiche, legate a movimenti ripetitivi o carichi biomeccanici.

Secondo le stime, oltre il 70-75% delle patologie professionali rientra in queste categorie. Seguono:

  • danni da rumore (circa 8%)

  • alcuni tipi di tumori di origine professionale (4-5%)

  • malattie respiratorie (3-3,5%)

Queste ultime erano più comuni in passato, a testimonianza dell’evoluzione nella prevenzione dei rischi professionali.


Promozione della salute e sorveglianza sanitaria

Oltre alla prevenzione, il medico del lavoro ha un ruolo chiave nella promozione della salute nei luoghi di lavoro, favorendo l’adozione di stili di vita sani tra i lavoratori. Ciò è particolarmente importante oggi, vista la tendenza all’invecchiamento della popolazione lavorativa.

Durante eventi straordinari come la pandemia da COVID-19, il medico del lavoro ha dimostrato grande flessibilità, supportando i datori di lavoro nell'applicazione dei protocolli di sicurezza, nel contact tracing, e nell’identificazione dei lavoratori più vulnerabili.


Primo Maggio e Medicina del Lavoro: Una Storia di Diritti e Tutela

Il Primo Maggio è l’occasione per ricordare quanto sia stato difficile conquistare i diritti fondamentali sul lavoro. Ma è anche il momento per guardare al presente e al futuro, riconoscendo il valore della medicina del lavoro come strumento essenziale di tutela e prevenzione.

Grazie all’impegno costante dei medici del lavoro, oggi possiamo contare su ambienti più sicuri, lavoratori più informati e politiche aziendali più attente alla salute collettiva.

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