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Lavori In Quota: Prevenzione E Sicurezza Nella Medicina Del Lavoro

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 13 giu
  • Tempo di lettura: 8 min

I lavori in quota rappresentano un'esigenza fondamentale in numerosi settori lavorativi, ma sono anche una delle principali fonti di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, con infortuni frequenti e spesso di grave entità, inclusi quelli mortali. Comprendere la normativa, i rischi specifici e il ruolo della sorveglianza sanitaria è cruciale per una prevenzione efficace.

tema dei lavori in quota. Mostra lavoratori stilizzati su impalcature e tetti con DPI estivi. Il testo centrale recita 'Lavori in Quota' e 'Sicurezza e prevenzione nei lavori in altezza'. L'illustrazione è bilanciata con colori caldi e freddi e include piccole icone di sicurezza, come un moschettone o un'imbracatura
Scopri come prevenire gli infortuni nei lavori in quota attraverso normativa, DPI, sorveglianza sanitaria e buone pratiche nella medicina del lavoro.

Definizione e Contesto dei Lavori in Quota

Si definiscono lavori in quota tutte le attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da un'altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile.

Questa definizione, contenuta nell'Art. 107 del D. Lgs. 81/2008, chiarisce che il criterio di calcolo non è la quota di esecuzione del lavoro, ma l'altezza di esposizione al rischio di caduta. Le cadute dall'alto sono diffuse in tutti i settori, con il contributo numerico maggiore da Costruzioni, Servizi e Agricoltura, ma la proporzione più elevata di infortuni per caduta sul totale degli infortuni si riscontra nei Trasporti. I lavoratori con età superiore a 50 anni sono considerati più a rischio.

Le cause di infortunio sono variegate: in circa il 30% dei casi di infortuni gravi è implicata una scala portatile (più del 40% in Agricoltura), un caso su quattro riguarda la caduta da un veicolo (79% nei Trasporti), e nelle Costruzioni il 17% coinvolge ponteggi o simili.

Oltre alla caduta diretta, i lavoratori in quota sono esposti a rischi specifici legati all'attività (es. meccanici, termici, chimici, elettrici) o alle condizioni atmosferiche (vento, pioggia, ghiaccio).


Il Quadro Normativo e la Prevenzione

La prevenzione degli infortuni per caduta dall'alto non si limita alla conoscenza delle norme, ma richiede la capacità del lavoratore di gestire i sistemi di prevenzione e protezione con competenza e professionalità, promuovendo una vera cultura della sicurezza.

Il D. Lgs. 81/2008 pone a carico del datore di lavoro una serie di obblighi stringenti.


Gerarchia delle Misure di Prevenzione:

La normativa stabilisce una chiara priorità:

  • Misure di protezione collettiva: devono essere adottate prioritariamente rispetto a quelle individuali. Esempi includono parapetti, impalcati, reti.

  • Misure di protezione individuale (DPI): subentrano solo quando le misure collettive non bastano a eliminare o ridurre sufficientemente i rischi residui.


Obblighi del Datore di Lavoro (Art. 111 D. Lgs. 81/2008):

  • Scegliere attrezzature di lavoro idonee a garantire condizioni sicure, dando priorità alle protezioni collettive.

  • Assicurare che le dimensioni delle attrezzature siano adeguate alla natura del lavoro e alle sollecitazioni.

  • Scegliere il sistema di accesso più idoneo e che consenta l'evacuazione in caso di pericolo.

  • Prevedere l'installazione di dispositivi di protezione anticaduta.

  • Sospendere i lavori in quota in condizioni meteorologiche avverse.

  • Vietare l'assunzione e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.


Tipologie di Attrezzature e Requisiti Specifici:

  • Scale Portatili:

    L'uso è consentito solo se altre attrezzature più sicure non sono giustificate (rischio limitato, breve durata, caratteristiche del sito non modificabili). Devono essere dotate di dispositivi antisdrucciolevoli e, se necessario, assicurate o trattenute da altra persona. L'analisi degli infortuni rivela che l'uso improprio o errato della scala è un fattore chiave.

  • Ponteggi:

    Per lavori oltre i 2 metri, è obbligatorio l'uso di impalcature o ponteggi. Il personale addetto al montaggio, smontaggio e trasformazione deve ricevere una formazione specifica di 28 ore, di cui 14 pratiche, e un aggiornamento di 4 ore ogni 4 anni. È richiesto un Piano Operativo di Sicurezza (POS) o, per i cantieri temporanei o mobili, il PiMUS (Piano di montaggio, uso e smontaggio). Devono essere sottoposti a controlli dopo ogni montaggio e prima del riutilizzo.

  • Piattaforme di Lavoro Elevabili (PLE):

    L'operatore deve conoscere il mezzo e le normative. Le PLE, inclusi i cestelli montati su autogru, devono essere chiusi su tutti i lati con parapetti e fascia fermapiede, vincolati rigidamente alla struttura portante e dotati di un sistema di autolivellamento e bloccaggio sicuro. Le manovre devono essere effettuate dall'operatore a bordo. È fondamentale che l'operatore utilizzi sempre dispositivi di protezione anticaduta che garantiscano una caduta totalmente prevenuta (impedendo di raggiungere la zona di rischio) o una caduta contenuta (distanza massima di arresto non superiore a 600 mm).

  • Lavori con Fune:

    Si definiscono lavori in quota che prevedono l'uso di funi per l'accesso e il posizionamento. I lavoratori devono essere obbligatoriamente formati (modulo base di 12 ore e moduli specifici di 20 ore). Il sistema deve includere almeno due funi (una di lavoro e una di sicurezza) e un'adeguata imbracatura collegata alla fune di sicurezza. Il datore di lavoro deve preparare un programma dei lavori con un piano di emergenza.


Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) Anticaduta:

Quando le misure collettive non sono attuabili, è obbligatorio l'uso di idonei DPI. I principali DPI includono: assorbitori di energia, connettori, dispositivi di ancoraggio, cordini, dispositivi retrattili, linee vita flessibili e/o rigide, imbracature. Ogni sistema deve essere certificato per l'uso specifico e avere la marcatura CE, accompagnata da una nota informativa del fabbricante.


Tipologie di Caduta e Scelta dei DPI:

Le cadute si classificano in:

  • Caduta totalmente prevenuta: si impedisce al lavoratore di raggiungere la zona di rischio. Questa è la condizione di prevenzione ideale.

  • Caduta contenuta: la persona è trattenuta con una distanza massima di arresto non superiore a 600 mm.

  • Caduta libera limitata: la distanza di caduta libera è uguale o inferiore a 600 mm.

  • Caduta libera: la distanza di caduta è superiore a 600 mm (fino a 1500 mm, o 4000 mm per addetti ai ponteggi con sistemi specifici). L'uso di dispositivi che consentono caduta libera limitata o libera è ammesso solo in casi eccezionali, previa attenta valutazione.

La scelta dei DPI deve considerare il tipo di lavoro, la gravità della caduta, la mobilità richiesta, lo spazio libero di caduta e le caratteristiche dei sistemi e dei punti di ancoraggio. È fondamentale evitare lesioni da impatto con ostacoli, pressione eccessiva dell'imbracatura o strangolamento.


Aspetti Chiave nell'Uso dei DPI:

  • Spazio Libero di Caduta in Sicurezza:

    è essenziale calcolare lo spazio minimo necessario al di sotto del lavoratore per evitare urti con il suolo o ostacoli. Dipende da flessione degli ancoraggi, lunghezza del cordino, altezza dell'utilizzatore, ecc. Il punto di ancoraggio dovrebbe essere il più alto possibile rispetto al punto di aggancio sull'imbracatura per minimizzare l'altezza di caduta libera.

  • Effetto Pendolo:

    Quando la caduta avviene in prossimità di un'estremità di una linea di ancoraggio o con ancoraggio disassato, il lavoratore può oscillare e urtare ostacoli. È necessario prevedere ancoraggi intermedi o sistemi alternativi per eliminare o ridurre tale effetto.

  • Ispezioni e Manutenzione:

    Tutti i dispositivi devono essere sottoposti a ispezioni periodiche (prima e dopo l'uso da parte del lavoratore, e annualmente da personale competente) e a controlli straordinari (dopo un arresto di caduta o per difetti). La manutenzione deve essere costante e puntuale, seguendo le indicazioni del fabbricante. Ogni intervento deve essere registrato in una scheda di manutenzione a disposizione dell'utilizzatore.

  • Corretto Utilizzo:

    Indossare correttamente l'imbracatura, agganciare il cordino solo agli attacchi predisposti, minimizzare la distanza di caduta, verificare la compatibilità e la chiusura dei connettori.


Il Ruolo del Medico Competente nella Sorveglianza Sanitaria

La sorveglianza sanitaria per i lavoratori che svolgono lavori in quota, sebbene non esplicitamente normata come obbligatoria per tutti i tipi di rischio (es. rumore, chimico), è pienamente giustificata data la gravità dei potenziali danni (mortali e invalidanti) e il fattore di errore umano implicato.

L'idoneità psico-fisica del lavoratore è un elemento essenziale per la gestione competente dei sistemi di prevenzione.

Il medico competente, ai sensi dell'Art. 18, comma c), del D.Lgs. 81/08, nel momento di affidare i compiti ai lavoratori, deve tenere conto delle loro capacità e condizioni in rapporto alla loro salute e sicurezza.

La sorveglianza sanitaria mira a:

  • Identificare condizioni di salute che controindichino la mansione.

  • Individuare stati di ipersuscettibilità.


Patologie Interferenti:

Particolare attenzione deve essere posta ai disturbi dell'equilibrio, la cui assenza è un requisito vincolante per l'idoneità al lavoro in quota.


Altre condizioni da considerare includono:

  • Obesità importante (BMI > 40).

  • Alterazioni del senso dell'equilibrio e turbe della coordinazione motoria.

  • Vertigine parossistica benigna, sindrome di Meniere.

  • Epilessia non controllata farmacologicamente, narcolessia o OSAS.

  • Episodi sincopali e aritmie cardiache, valvulopatie emodinamicamente rilevanti, gravi forme di ipertensione arteriosa scompensata.

  • Diabete non compensato o con storia di crisi ipoglicemiche ripetute.

  • Patologie/disturbi cognitivi e comportamentali.

  • Alterazioni da abuso o dipendenza da alcol, stupefacenti e sostanze psicotrope.


Processo di Valutazione del Medico Competente:

  1. Primo Livello di Intervento:

    Il medico raccoglie l'anamnesi mirata (es. apparato vestibolare, sistema nervoso, cardiovascolare, endocrino, muscolo-scheletrico, ritmo sonno-veglia, psiche, organi di senso, anamnesi per rischio sospensione). Vengono effettuate manovre semeiologiche per identificare segni clinici di patologie attuali o pregresse, con enfasi sulla valutazione delle funzioni dell'equilibrio vestibolare (es. ricerca nistagmo, Smooth Pursuit, Head Impulse Test, Head Shaking Test, Test di Romberg, Test di Untemberger). Vengono completati esami integrativi di base. Già in questa fase, il medico può esprimere il giudizio di idoneità nella maggior parte dei casi e informa il lavoratore sui rischi.

  2. Secondo Livello di Intervento:

    In caso di sospetti clinici o patologie pregresse/in atto che richiedono approfondimento diagnostico, il medico competente ricorre a competenze specialistiche.


Giudizio di Idoneità:

  • Inidoneità temporanea:

    per problemi acuti (es. scompenso metabolico, limitazioni funzionali acute, patologie cardiovascolari in fase di accertamento).

  • Inidoneità permanente assoluta:

    per patologie vestibolari periferiche, epilessia non in remissione, narcolessia, abuso o dipendenza da alcol, sostanze stupefacenti o psicotrope.


Proposta di Frequenza della Sorveglianza:

La periodicità delle visite può essere differenziata in base al livello e all'entità del rischio:

  • Rischio caduta basso/medio: visite biennali.

  • Rischio caduta alto e lavoro in fune con rischio sospensione elevato: visite annuali, con esami di laboratorio e screening specifici con periodicità variabile.


Buone Pratiche per la Prevenzione degli Infortuni

Oltre agli obblighi normativi e alla sorveglianza sanitaria, l'adozione di buone pratiche è fondamentale:

  • Formazione e Addestramento Continuo: È un obbligo per i lavoratori partecipare ai programmi di formazione e addestramento organizzati dal datore di lavoro. Questo include l'uso corretto delle attrezzature e dei DPI.

  • Pianificazione e Gestione delle Emergenze: Ogni lavoro in quota deve prevedere un piano di emergenza con procedure per l'intervento in aiuto di un lavoratore rimasto sospeso, riducendo il tempo di sospensione inerte a pochi minuti per prevenire gravi complicanze. Le squadre di lavoro devono includere personale con la capacità operativa di intervenire autonomamente.

  • Comunicazione Efficace: Il POS deve indicare i sistemi di comunicazione da utilizzare, come la comunicazione verbale o le radio portatili, essenziali per la sicurezza.

  • Manutenzione Preventiva: I DPI e le attrezzature devono essere mantenuti in efficienza tramite manutenzione, riparazioni e sostituzioni necessarie secondo le indicazioni del fabbricante.

  • Valutazione Continua del Rischio Residuo: Dopo l'introduzione delle protezioni collettive, il datore di lavoro deve gestire il rischio residuo con sistemi di protezione individuale.

  • Consapevolezza del Lavoratore: Il lavoratore ha l'obbligo di prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella degli altri, osservando le istruzioni, utilizzando correttamente le attrezzature e segnalando immediatamente deficienze. Le sanzioni per la mancata osservanza degli obblighi da parte dei lavoratori possono arrivare a 600 Euro o all'arresto.


Conclusioni

In sintesi, la prevenzione delle cadute dall'alto è un processo complesso che richiede un approccio olistico, combinando un solido quadro normativo con la formazione costante, l'uso appropriato delle attrezzature, una rigorosa manutenzione e una sorveglianza sanitaria mirata, per garantire la massima sicurezza e salute per i lavoratori.


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Fonti:

Cadute dall’alto nei lavori in quota - EBAT Ente Bilaterale Artigianato Trentino, OSA Organismo Sicurezza Artigianato (2011)
CADUTE DALL'ALTO | EDC - ATS BERGAMO - Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria (ATS BERGAMO) (2025)
Lavori in Quota: Quadro Normativo e Giurisprudenziale - Tiziano Menduto (2019)
LINEA GUIDA Per la scelta, l’uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le CADUTE DALL’ALTO - SISTEMI DI ARRESTO CADUTA - ISPESL - Dipartimento Documentazione Informazione e Formazione Unità Funzionale Informazione (2004)
Sorveglianza Lavoro in Quota: Obbligo e Fondamento - ANMA Risponde (2017)

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