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Ambienti Caldi e Stress Termico: Prevenire i Rischi e Proteggere la Salute in Estate

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 8 giu
  • Tempo di lettura: 7 min
Immagine di un cantiere edile all'aperto sotto un sole intenso, con operai che indossano giubbotti riflettenti e caschi di sicurezza. L'immagine include un simbolo di termometro con onde di calore, rappresentando il rischio di stress termico in ambienti di lavoro caldi. Un operaio è visibile in pausa, idratandosi. L'atmosfera generale suggerisce l'importanza della sicurezza e della prevenzione in contesti lavorativi esposti al calore estivo.
Affrontare il rischio da calore è una responsabilità condivisa per aziende e lavoratori. Prevenire con valutazione del rischio, formazione e procedure salva vite e garantisce salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto in estate.

L'estate si avvicina e con essa l'aumento delle temperature, un fattore che esacerba il microclima severo caldo presente nei contesti lavorativi a rischio.

Questa condizione, se non gestita adeguatamente, può causare notevole disagio e, nei casi più gravi, compromettere seriamente lo stato di salute dei lavoratori, portando anche a esiti fatali.

La prevenzione passa senz'altro dalla consapevolezza e dall'informazione dei singoli lavoratori, ma soprattutto dall'adozione di misure efficaci di gestione del rischio da parte delle aziende.


Comprendere i Rischi da Ambienti Caldi e Stress Termico

Il microclima di un ambiente di lavoro è definito da parametri fisici come temperatura, umidità relativa, temperatura media radiante e velocità dell’aria, che influenzano il benessere termico delle persone. Negli ambienti severi caldi, come i cantieri all'aperto, l'agricoltura, le fonderie, o le attività in sotterraneo, il sistema di termoregolazione dell’organismo umano è sottoposto a uno sforzo gravoso per mantenere la temperatura corporea entro limiti fisiologici (omeotermia).


Quando i meccanismi di termoregolazione non sono sufficienti, possono insorgere diverse patologie da calore, talvolta con conseguenze fatali. Le principali sono:


  • Crampi da Calore:

    Dolori muscolari causati dalla perdita di sali e liquidi corporei dovuta a sudorazione abbondante e prolungata. Il trattamento prevede l'interruzione dell'attività, il reintegro di sali minerali (con integratori o soluzioni fisiologiche) e il massaggio dei muscoli.


  • Dermatite da Sudore:

    Eruzione cutanea sotto forma di piccoli brufoli o vescicole, causata dalla macerazione cutanea dovuta all'eccessiva presenza di sudore. Si risolve spostandosi in un ambiente più fresco e asciutto, mantenendo l'area asciutta ed eventualmente applicando talco.


  • Squilibri Idrominerali (Disidratazione):

    Conseguenza di profuse perdite idriche e di sali minerali, in assenza di adeguato reintegro. I sintomi includono sete intensa, pelle secca, irritabilità, riduzione della diuresi e cali di pressione. È fondamentale stimolare il lavoratore a bere abbondantemente e, in caso di forte sudorazione, reintrodurre sali minerali. La disidratazione compromette le prestazioni lavorative e aumenta il rischio di infortuni.


  • Sincope Dovuta a Ambienti Caldi e Stress Termico:

    Perdita di coscienza preceduta da pallore, stordimento e vertigini, dovuta a eccessiva vasodilatazione e insufficiente flusso sanguigno cerebrale.


  • Esaurimento o Stress da Calore:

    Si verifica quando la capacità di adattamento dell'organismo è compromessa. Sintomi includono mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, irritabilità, confusione, sete e forte sudorazione. È necessario spostare il lavoratore in un luogo fresco, incoraggiarlo a bere acqua fresca a piccoli sorsi e raffreddare testa, collo, viso e arti. Richiede valutazione medica.


  • Colpo di Calore:

    La condizione clinica più grave e un'emergenza medica, può causare danni agli organi interni e morte. Si manifesta quando la temperatura corporea supera i 40°C, con alterazioni dello stato mentale e possibile blocco della sudorazione. È essenziale chiamare immediatamente il 118. Nel frattempo: spostare il lavoratore in un'area fresca, rimuovere gli indumenti e raffreddare il corpo.

Immagine di un operaio edile che appare sofferente a causa del caldo, con un'espressione di disagio. Sullo sfondo si vede un termometro che indica temperature elevate. L'immagine evidenzia i rischi del lavoro in ambienti caldi e la necessità di precauzioni.
Il Colpo di Calore è un'emergenza medica gravissima, con temperatura corporea oltre i 40°C e alterazioni dello stato mentale.

Fattori che contribuiscono all'insorgenza delle patologie da Ambienti Caldi e Stress Termico

Alta temperatura e umidità, esposizione diretta al sole, attività fisica intensa, uso di DPI che ostacolano la dispersione del calore e condizioni individuali di rischio come spiegato di seguito.


Le condizioni croniche che aumentano la suscettibilità al caldo possono incrementare significativamente il rischio di effetti avversi dovuti all'esposizione a temperature elevate, sia nella popolazione generale che nei lavoratori. È fondamentale che i datori di lavoro considerino l'eventualità della presenza di uno o più lavoratori particolarmente suscettibili al calore nella valutazione del rischio specifica.


Di seguito sono elencate le principali patologie croniche e altre condizioni che aumentano la suscettibilità al calore:


Malattie della tiroide:

Gli ormoni tiroidei inducono la liberazione di energia termica dalle cellule, il che può peggiorare la situazione in ambienti caldi.


Obesità:

Nei soggetti obesi, aumenta lo sforzo cardiaco necessario per lavorare in ambienti caldi.


Asma e Bronchite cronica:

Il caldo, specialmente in presenza di alti tassi di umidità, può provocare broncocostrizione e attacchi di asma.


Diabete:

Questa condizione ostacola la dispersione di calore a causa di una ridotta vasodilatazione al caldo e di una globale alterazione della reattività del microcircolo. Una neuropatia periferica esistente può esacerbare questa condizione, riducendo e rallentando l'attivazione dei meccanismi termoregolatori.

Inoltre, in caso di sforzi fisici intensi, si possono verificare abbassamenti della glicemia.


Disturbi psichici e malattie neurologiche:

Queste condizioni possono causare un'alterata percezione dei rischi associati al caldo e, di conseguenza, l'assunzione di comportamenti inadeguati.


Patologie cardiovascolari e ipertensione arteriosa:

Possono rendere difficile l'incremento del lavoro cardiaco necessario per disperdere il calore (aumentando il flusso verso i distretti periferici) e per incrementare il flusso sanguigno verso i muscoli durante lo sforzo fisico, specialmente in mansioni ad elevato impegno metabolico. Le persone ipertese devono prestare attenzione all'idratazione e al reintegro dei sali minerali, specialmente in presenza di fattori di rischio concomitanti come infezioni gastrointestinali che possono favorire le aritmie. Devono anche fare attenzione ad alzarsi bruscamente per evitare sbalzi improvvisi di pressione e monitorare più spesso la pressione arteriosa durante l'estate, richiedendo il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia. È consigliato ridurre il consumo di sale se si soffre di ipertensione.


Malattie renali:

◦ Per i soggetti con insufficienza renale o dializzati, la letteratura riporta una frequente associazione con ipertensione arteriosa e altre patologie cardiovascolari, aumentando il rischio di sbalzi di pressione associati al caldo.

◦ La disidratazione può peggiorare l'insufficienza renale. Le persone con disturbi renali dovrebbero monitorare più spesso la pressione arteriosa, idratarsi adeguatamente e seguire un'alimentazione sana, preferendo alimenti ricchi di fibre e poveri di potassio.


Uso di farmaci:

L'assunzione di determinati farmaci può aumentare il rischio di disturbi associati al caldo. Tra questi chiaramente i farmaci per le patologia prima mensionate, oltre ad anticoagulanti e a farmaci antitumorali/chemioterapici.


Mancanza di acclimatazione:

Un insufficiente periodo di acclimatazione aumenta il rischio di patologie da calore. I disturbi da caldo si verificano spesso durante i primi giorni di attività lavorativa o nei primi giorni di un'ondata di calore, o in concomitanza con le prime esposizioni stagionali a temperature particolarmente elevate.


Età:

L'età media crescente dei lavoratori accentua i profili di rischio.


Disidratazione:

La disidratazione, soprattutto se diventa cronica, predispone al rischio di infortuni sul lavoro e all'insorgenza di patologie da calore, oltre ad aumentare il rischio di patologie renali e a peggiorare le prestazioni lavorative e la produttività.


Raccomandazioni generali per i lavoratori

  • Tenere presente che l'organismo ha bisogno di adattarsi al caldo in modo graduale.

  • Rinfrescarsi e idratarsi con bevande fresche già prima del turno di lavoro, limitando il consumo di caffè che favorisce la disidratazione.

  • Seguire una sana alimentazione, nutrirsi a sufficienza ed evitare il consumo di alcol.

  • Informarsi sulle previsioni degli effetti del caldo sui lavoratori in funzione dei vari contesti occupazionali, consultando piattaforme come Worklimate.

  • Prestare attenzione a sintomi come sudorazione intensa, cefalea, nausea, crampi e allertare rapidamente colleghi e il responsabile per la sicurezza.

  • In caso di aggravamento dei sintomi, contattare rapidamente il 118.

  • Non sospendere autonomamente le terapie in corso, poiché una sospensione, anche temporanea, senza controllo medico può aggravare severamente uno stato patologico.


La sorveglianza sanitaria è obbligatoria in tutte le lavorazioni in cui è stato valutato un rischio di stress da calore. Se presenti è una buona prassi confrontarsi con il medico competente sui corretti comportamenti da adottare in caso di esposizione al caldo.


Misure di Prevenzione e Protezione per le Aziende

La difesa dei lavoratori negli ambienti severi caldi si realizza attraverso misure di prevenzione e l'uso di DPI specifici.


Valutazione del Rischio

Il D.lgs. 81/2008 rende obbligatoria la valutazione del rischio da calore. Strumenti utili:

  • Indice WBGT (UNI EN ISO 7243:2017): Metodo semplice per una stima preliminare dello stress termico.

  • Modello PHS (UNI EN ISO 7933:2023): Valutazione dettagliata per prevedere sudorazione e temperatura corporea.

  • Indice di Calore: Metodo semplificato basato su temperatura e umidità.

  • Piattaforme Previsionali: Es. Worklimate 2.0 – previsioni personalizzate del rischio caldo.


Misure Organizzative e Tecniche

  • Riorganizzazione dei Turni di Lavoro:

    • Evitare fasce orarie calde (11:00–15:00 o 12:00–16:00 con ora legale).

    • Anticipare gli orari, alternare compiti all'aperto/interno o sole/ombra.

    • Richiedere CIGO per eventi meteo oltre 35°C.

  • Pause Programmate e Aree di Raffreddamento:

    • Pause di 5 min/ora >30°C; 15 min/ora >35°C.

    • Zone ombreggiate, condizionate o “oasi di raffreddamento”.

  • Idratazione:

    • Acqua fresca accessibile in più punti.

    • Bere 1 litro/ora – 1 bicchiere ogni 15 minuti.

    • Evitare alcolici e bevande zuccherate.

  • Acclimatamento:

    • Progressivo – da 7 a 14 giorni.

    • Aumentare esposizione gradualmente.

    • Attenzione ai neoassunti o dopo lunghe assenze.

  • Misure di Protezione Individuali e Ambientali:

    • Ombreggiature provvisionali o schermi radianti.

    • Ventilazione e condizionamento negli ambienti interni.

    • Meccanizzazione dei compiti fisicamente gravosi.


Misure di Prevenzione e Protezione per i Lavoratori


Informazione e Formazione

È obbligatorio fornire informazioni sui rischi da caldo. La formazione deve coprire:

  • Riconoscimento sintomi

  • Primo soccorso e chiamata al 118

  • Importanza di idratazione e alimentazione

  • Acclimatamento

  • Uso corretto di DPI

  • Rischi individuali e farmaci

  • Utilizzo delle previsioni meteo


Abbigliamento e DPI

  • Indossare abiti chiari, traspiranti e protettivi.

  • Copricapo con visiera o a tesa larga.

  • Crema solare SPF 50+ (previo consulto medico).

  • DPI innovativi: gilet ventilati o refrigeranti.


Comportamenti di Salvaguardia Personali

  • Bere continuamente, anche senza sete.

  • Monitorare idratazione con colore/quantità dell’urina.

  • Effettuare pause in aree ombreggiate e ventilate.

  • Seguire alimentazione leggera e ricca di frutta.

  • Informare subito in caso di malessere.

  • Non lavorare da soli.

  • Consultare il medico per comportamenti corretti.


Conclusione

Affrontare il rischio da calore è una responsabilità condivisa. Le aziende devono implementare piani di gestione e prevenzione basati su valutazione, organizzazione e DPI. I lavoratori devono essere consapevoli, partecipare alla formazione e adottare comportamenti di tutela.

Prevenire significa salvare vite e garantire salute e sicurezza sul lavoro, anche in estate. Con informazione e attenzione, si possono ridurre infortuni e malattie da stress termico.



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Fonti:

Ambienti severi caldi - Prevenzione e protezione (DPI). Autori: Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp) dell'Inail. Anno di pubblicazione: 2017.
Ambienti severi caldi Norme tecniche e indici di stress termico. Autori: Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza (Ctss) dell'Inail. Anno di pubblicazione: 2024.
Tutela dei lavoratori sul rischio legato ai danni da calore. Autore: Orazio Parisi. Anno di pubblicazione: 2023.
Stress termico. Autori: Parte del portale INAIL. Anno di pubblicazione: 2022.

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