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Valutazione dell’Idoneità Psichica dei Lavoratori nella Medicina del Lavoro

  • Immagine del redattore: Pietro Ponzoni
    Pietro Ponzoni
  • 19 giu
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 26 giu

👉 Questo articolo, suddiviso in due parti, si propone di esplorare il processo di valutazione dell'idoneità psichica, le sue implicazioni normative, gli strumenti diagnostici e le sfide connesse ai rischi psicosociali.

La salute e la sicurezza non si limitano più esclusivamente alla dimensione fisica, ma si estendono in misura crescente alla valutazione dell’idoneità psichica dei lavoratori. Questa tematica richiede conoscenze approfondite sui limiti imposti dalle inabilità di tipo psichico, non solo per la tutela della salute dei lavoratori, ma anche per quella degli ambienti di lavoro.

L'evoluzione tecnologica e il miglioramento delle condizioni di lavoro hanno ridotto i rischi tradizionali, mentre i rischi di tipo psicosociale sono aumentati, portando alla necessità di una letteratura specifica su come la salute psichica possa integrarsi al maglio con lo svolgimento di mansioni specifiche.


Illustrazione di un medico del lavoro e un operaio, affiancati da un’icona del cervello e un segnale di rischio, a rappresentare il tema della valutazione dell’idoneità psichica dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro.
Valutazione dell’idoneità psichica sul lavoro: prevenzione, responsabilità e tutela della salute mentale nei contesti professionali.

📚 Indice degli Argomenti (Parte 1)

  1. Le Capacità Lavorative e la Loro Valutazione nel Contesto Attuale

  2. Salute e Sicurezza sul Lavoro: La Prevenzione dei Rischi Psicosociali

  3. Strumenti e Tecniche per il Giudizio d'Idoneità Psichica alla Mansione

  4. L'esame obiettivo dello stato psichico

  5. La scala BPCW (Brief Psychiatric Capacity to Work)

  6. Collaborazione tra medico del lavoro e psicologo


Le Capacità Lavorative e la Valutazione dell’Idoneità Psichica nel Contesto Attuale

La capacità lavorativa è definita come l'attitudine e l'abilità psicofisica del lavoratore a svolgere efficacemente un determinato compito. Essa è influenzata non solo dalle caratteristiche individuali del lavoratore, ma anche dai fattori ambientali specifici del luogo e della mansione. L'obiettivo è duplice: garantire il miglior impiego del lavoratore e tutelarne la salute psicofisica.

Secondo l'articolo 2087 del Codice Civile, l'imprenditore ha l'obbligo di adottare tutte le cautele e gli accorgimenti necessari a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti, promuovendo un ambiente favorevole per il miglior rendimento dei lavoratori in relazione alla loro salute, idoneità e adattamento alle esigenze lavorative. Questo implica una coerenza tra il posto di lavoro e il lavoratore, valorizzando le sue competenze e la realizzazione delle attività richieste dalla mansione.


Nelle organizzazioni moderne, le "componenti soft" (relazionali e umane) sono diventate fondamentali. I dipendenti sono visti come un capitale aziendale, le cui risorse distintive devono essere valorizzate attraverso l'assegnazione di ruoli professionali "calzanti". Le posizioni lavorative si differenziano per scopo, relazioni interne, azioni implicate, conoscenze e requisiti critici, e grado di autonomia.

Le competenze si riferiscono a caratteristiche acquisite dall'individuo nel corso della vita che influenzano i risultati lavorativi, mentre le capacità sono abilità specifiche spendibili in attività professionali precise.


Le competenze lavorative possono essere raggruppate in cinque aree principali:

  • Cognitiva: include capacità di problem solving, analisi, sintesi e pensiero logico.

  • Relazionale: comprende teamwork, negoziazione, leadership e comunicazione.

  • Realizzativa: si riferisce a programmazione e controllo, decisione e iniziativa, orientamento all'obiettivo.

  • Emozionale: include autocontrollo, gestione dello stress, gestione dei conflitti e autoefficacia.

  • Ideativa: riguarda flessibilità, propensione al cambiamento e creatività.


La valutazione di queste capacità è compito del datore di lavoro per la selezione del personale, ma la valutazione dell'idoneità psichica alla mansione spetta unicamente al medico competente. Le capacità mentali, a differenza delle competenze culturali, risentono fortemente degli stimoli ambientali, potendo essere compromesse dallo stress. Questo rende la valutazione clinica dello stress un elemento centrale nella determinazione dell'idoneità.


Salute e Sicurezza sul Lavoro: La Prevenzione dei Rischi Psicosociali

In Italia, la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro è regolamentata dal Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, noto come Testo Unico, che obbliga aziende, datori di lavoro e lavoratori alla prevenzione e tutela della salute fisica e mentale. Un elemento innovativo introdotto dal D.Lgs. 81/2008 è l'obbligo, per il datore di lavoro, di valutare il rischio stress lavoro-correlato. La valutazione di tale rischio implica l'identificazione delle fonti di stress nell'ambiente di lavoro, considerando fattori legati al contesto organizzativo (cultura, comunicazione, sostegno, obiettivi, ambiguità di ruolo, autonomia, relazioni interpersonali) e al contenuto del lavoro (orari, carichi eccessivi, carenze infrastrutturali).


Strumenti e Tecniche per il Giudizio d'Idoneità Psichica alla Mansione

La formulazione del giudizio di idoneità, secondo l'articolo 2087 del Codice Civile, spetta al medico del lavoro, che deve escludere la presenza di vulnerabilità peculiari del lavoratore verso i rischi specifici dell'attività. Si distingue tra idoneità "difficili" (legate a condizioni morbose come disabilità, disagio mentale, uso di droghe o alcol) e "pericolose" (riferite a soggetti che svolgono attività con rischio apprezzabile per terzi, anche in assenza di condizioni morbose, come piloti o forze dell'ordine).

I fattori psichici che impattano sull'idoneità includono:

  • Dipendenze da alcol, farmaci o droghe.

  • Malattie psichiatriche.

  • Malattie neurologiche con deficit cognitivo.

  • Malattie neurovascolari, demenze.

  • Disturbi della condotta.


Questi elementi sono oggetto di sorveglianza sanitaria, specialmente per le categorie che richiedono elevata efficienza fisica e psichica. Dall'indagine sullo stato di salute psichica può derivare un giudizio di idoneità, inidoneità permanente o temporanea. In caso di inidoneità temporanea, è prevista una sospensione dalla mansione con assegnazione ad altro incarico fino al recupero delle capacità. Esiste uno schema procedurale per casi di gravi infortuni sul lavoro, che prevede sospensione temporanea, intervento del medico competente, mantenimento della sospensione o limitazione, ripristino del giudizio pieno e approfondimenti specialistici.


L'Esame Obiettivo dello Stato Psichico

Per una diagnosi psichica accurata, si ricorre all'esame obiettivo psichico (Strub e Black, 1988), che analizza lo stato psichico attraverso nove punti che indagano la struttura gerarchica della psiche:

  1. Comportamento: osserva sindromi comportamentali associate a lesioni neurologiche e distingue processi funzionali da organici.

  2. Aspetto fisico: valuta l'aspetto generale, l'igiene personale, il modo di vestire e l'attività motoria per indizi su problemi funzionali o organici.

  3. Umore e stato emotivo generale: valuta l'adeguatezza dell'umore alla situazione, la coerenza con il pensiero, il tono e la stabilità, il grado di collaborazione, i livelli di ansia, sospettosità, collera, insight, risposte emotive inappropriate e alterazioni del linguaggio.

  4. Livello di coscienza: indica la capacità di relazionarsi con gli altri e l'ambiente esterno (vigilanza, letargia, stupor, coma).

  5. Attenzione: capacità di focalizzarsi su uno stimolo specifico senza distrazioni. Si valuta attraverso l'osservazione, l'anamnesi e test specifici come la ripetizione di cifre o il test "A".

  6. Linguaggio: esamina l'uso preferenziale di una mano, il linguaggio spontaneo (qualità, articolazione, struttura grammaticale e terminologica), la comprensione, la capacità di denominazione, ripetizione, lettura e scrittura.

  7. Memoria: valutata attraverso l'orientamento (persona, tempo, luogo), la memoria a breve termine (ripetizione di cifre) e l'apprendimento di nuove informazioni (prova dei 4 termini non correlati, oggetti nascosti, memoria remota, prova della storia).

  8. Abilità costruttiva: misurata tramite la riproduzione di disegni o disegni a comando.

  9. Funzioni cognitive più elevate: (ragionamento astratto, risoluzione di problemi, calcolo) valutate con l'interpretazione dei proverbi, delle similarità o del calcolo.

Questi passaggi, sebbene usati nel colloquio psichiatrico diagnostico, possono essere integrati nel colloquio con il lavoratore per rilevare alterazioni cognitive che richiedano ulteriori approfondimenti.


La Scala Brief Psychiatric Capacity to Work (BPCW)

Data la carenza di strumenti specifici nella letteratura per l'indagine della salute psichica in relazione al lavoro, la SIPISS (Società Italiana di Psicoterapia Integrata per lo Sviluppo Sociale) ha sviluppato la Brief Psychiatric Capacity to Work (BPCW). Questa è una scala eterovalutativa per la valutazione psicopatologica globale, che si interessa alle aree sintomatologiche relative a disturbi affettivi, ansiosi e psicotici, ma anche ai tratti della struttura di personalità.

La BPCW permette di valutare quantitativamente aspetti dell'idoneità psichica del lavoratore, utili in contesti di emergenza e per tutte le professioni a rischio. Consente di rilevare lo stato di disadattamento attuale e l'impatto dello stress sulle funzionalità della persona, specialmente sulle capacità necessarie per la mansione. Il protocollo serve a tracciare lo stato di disagio o le patologie insorte a seguito di eventi rischiosi per l'integrità psicofisica.

La scala è divisa in aree che fanno riferimento all'apparato o sistema del soggetto:

  • Sfera cognitiva: include disturbi attentivi, della memoria e del sonno. La scarsa attenzione, la tendenza a non seguire istruzioni, la perdita di oggetti e l'impulsività verbale o comportamentale sono indici di potenziale sofferenza e fattori di negatività nelle relazioni e nella gestione di terzi.

  • Sfera comportamentale: riguarda l'impatto del disagio sui comportamenti, dall'abuso di sostanze agli atti compulsivi, dagli atteggiamenti non idonei agli scatti d'ira.

  • Sfera emotiva: valuta l'alterazione patologica dell'umore (abbassamento o innalzamento eccessivo).

  • Sfera del sé: rappresenta l'impatto più significativo, con fenomeni di derealizzazione che possono essere esiti di traumi o indicare l'insorgenza di patologie psicotiche.

La BPCW è stata sperimentata, ad esempio, con il personale della Polizia Penitenziaria, un ambiente ad alto rischio di disagio psicologico. Questo strumento aiuta il personale sanitario a valutare gli impatti di un evento traumatico/infortunio sull'idoneità e a orientare verso approfondimenti o limitazioni temporanee allo svolgimento della mansione.


Il Punto di Incontro tra Discipline: Medico e Psicologo

La gestione del lavoratore con sofferenza psichica richiede una collaborazione sempre più stretta tra il medico del lavoro e lo psicologo. Il medico deve acquisire conoscenze fondamentali di psicopatologia descrittiva per inquadrare le dinamiche psichiche dei lavoratori, riconoscere i limiti e i rischi dei disturbi principali e offrire risposte adeguate.

Il luogo di lavoro, purtroppo, è spesso un catalizzatore o un elemento scatenante di molti disturbi psichiatrici. È fondamentale valutare le condizioni ambientali che possono esacerbare il rischio e dotare il medico di strumenti per valutare le capacità psichiche del lavoratore, intese come la possibilità di attivare le risorse cognitive ed emotive necessarie e imprescindibili per lo svolgimento di una mansione.

La collaborazione tra specialisti è cruciale non per valutare profili di personalità o fare psicodiagnosi complesse, ma per un inquadramento nosografico e strumentale della condizione psicofisica del lavoratore. Il medico deve potersi chiedere:

  • La condizione di salute del lavoratore può peggiorare se esposto a uno specifico ambiente di lavoro?

  • La sua condizione psicofisica può impedirgli di svolgere adeguatamente la mansione o mettere in pericolo sé stesso, gli utenti e l'ambiente di lavoro?

Per rispondere a queste domande, è essenziale considerare i rischi psicosociali in un'ottica di prevenzione tramite un analisi preventiva di tali rischi e delle misure correttive introdotte nei luoghi di lavoro.

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato è un punto di partenza imprescindibile.


📖 Prosegui la lettura nella Parte 2:

👉Vai alla Parte 2: Valutazione dell’Idoneità Psichica dei Lavoratori nella Medicina del Lavoro


Indice degli Argomenti Parte 2

  1. Le forme di disagio psicologico nel lavoro: stress, mobbing, burnout

  2. Diagnosi e classificazione dei disturbi (DAS, DPTS, DA)

  3. Impatto sulla performance e fasi del disagio psichico

  4. Valutazione del danno psichico in medicina legale

  5. Giudizio d’idoneità psichica in contesti critici:

    • Detenzione armi

    • Guida veicoli

    • Pubblico impiego

  6. Standard diagnostici e necessità di aggiornamento (DSM-5, DPR 834/1981)

  7. Conclusioni operative per medici, psicologi e aziende

 


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FONTI:

Medicina del lavoro e idoneità psichica - La valutazione dell’idoneità psichica e la temporanea limitazione al lavoro - Giuseppe Ferrari, Donato Pompeo De Cesare, Serena Ferrante - 2019

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